Scuola degli stranieri: «Alunni italiani non si iscrivono, rischio chiusura»

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Scuola degli stranieri: «Alunni italiani non si iscrivono, rischio chiusura»

di Mauro Favaro

TREVISO - «Ormai è vista solo come la scuola degli stranieri. Alle famiglie italiane questo non piace. Così molti preferiscono mandare i propri figli altrove. Di conseguenza le iscrizioni calano. E adesso c'è il rischio che chiuda. Una fine che in qualche modo è nell'aria». I genitori dei ragazzi che frequentano le medie Coletti nel quartiere di San Liberale, uno dei più multietnici nella periferia nord di Treviso, non nascondono le difficoltà. Sanno che quella dei loro figli è una scuola di frontiera. Nel febbraio del 2014 l'allora premier Matteo Renzi, all'inizio del suo mandato a palazzo Chigi, scelse di far visita a questo istituto comprensivo con il record di iscrizioni di immigrati di seconda e terza generazione proprio per evidenziare l'importanza delle attività di integrazione. Andò però alle scuole Bianchetti di Santa Bona: struttura nuova, bella, moderna. Non passò nemmeno vicino alle medie di San Liberale, già allora in grosse difficoltà. E dire che pochi mesi prima, nello stesso istituto comprensivo erano stati organizzati dei corsi di lingua e cultura araba per studenti di terza, quarta e quinta elementare...

 
 
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Mercoledì 13 Dicembre 2017, 12:31






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5 di 16 commenti presenti
2017-12-15 10:06:07
Mi piacerebbe sapere dove vanno a scuola i figli(ma anche nipoti)dei nostri rappresentanti di maggioranza di Ca'Sugana....sarebbe davvero curioso sapere dove sono iscritti
2017-12-14 14:50:35
L intenzione finale e' creare ottusi votanti e, nel contempo, schiavi da inserire nelle cooperative e nei segmenti lavorativi a bassissimo reddito. Si vada a vedere da che passato arriva il ministro del lavoro...
2017-12-13 22:55:19
Conseguenza ovvia di uno squilibrio che porta ad abbassare livelli e obiettivi di una scuola tutta "piegata" a comprendere debolezze, disagi e disimpegno. Bes, PPT, progetti e piani individualizzati, tutti gli sforzi sono tesi a mandare avanti tutti e comunque, qualunque cosa facciano, senza le minime basi scolastiche, solo perchè "svantaggiati culturalmente". Questo non crea integrazione, amplifica e avvalora il dislivello culturale. Chi può scappa ed è perfettamente comprensibile che un genitore non voglia che suo figlio abbia come modelli dei ragazzini che non studiano, non lavorano eppure sono quasi sempre promossi. Come può spiegare a suo figlio che l'impegno paga ed ha un valore? Un genitore spera che la scuola sia motore di interessi, amplificatore di abilità, non uno specchio di disimpegno. Un numero eccessivo di ragazzi stranieri significa al 90% un numero eccessivo di ragazzi in difficoltà. Ciò abbassa il livello del lavoro in classe e gli stimoli a progredire. Tutti vengono schiacciati al minimo livello checchè se ne dica. Un genitore lo sa e lo sanno gli insegnanti. Il numero crea o distrugge l'equilibrio in una comunità. L'integrazione passa per i numeri, forzatamente. La diversità può essere ricchezza, certi numeri creano dei ghetti. Chi ragiona per formule del "politicamente corretto" non ha il coraggio della verità.
2017-12-13 17:49:21
... strano caso.. votano il sol dell'avvenir e poi ne ostacolano il corso.. siatene fieri, ius soli subito. questa è cultura che avanza .. la vostra l'avete tradita..
2017-12-13 16:37:54
E come dar loro torto? Lasciate che siano i benpensanti di sinistra a mandare i loro figli in quella scuola!