Superbonus 110% e cantieri fantasma a Treviso è boom di denunce: una trentina in sole 48 ore

Giovedì 4 Agosto 2022 di Maria Elena Pattaro
Superbonus edilizia, boom di denunce nel trevigiano
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TREVISO - Trenta denunce in 48 ore per la maxi truffa del Superbonus 110%. Anche ieri clienti in processione alla sede del comando provinciale della Guardia di Finanza. Più di venti persone si sono messe in fila fin dal primo mattino in piazza delle Istituzioni per denunciare Casa Zero srl, il consorzio di Nervesa finito nel mirino delle fiamme gialle per la maxi frode legata al Superbonus 110%. Sale dunque a 30 il numero di querele raccolte in sole 48 ore, da quando cioè è diventata di dominio pubblico l'inchiesta dei finanzieri trevigiani sulla mega truffa da 24 milioni di euro in crediti d'imposta. Ma l'impressione è di essere soltanto all'inizio, tanto che «ho dovuto rafforzare il dispositivo di ricezione degli esposti per fare fronte al flusso» - afferma il colonnello Francesco De Giacomo, comandante provinciale. Tra i clienti c'è chi aspettava da mesi l'inizio dei lavori: contratti firmati, ma di ponteggi neanche l'ombra. Gli importi, in media si aggirano sugli 80 mila euro di intervento. La doccia fredda è arrivata dopo lo scoppio del caso, quando decine di clienti hanno controllato nei loro cassetti fiscali: i lavori risultavano come già eseguiti, con tanto di fatture emesse e il credito d'imposta era già stato ceduto. Peccato che si trattasse di opere fantasma. Circa 500 i contratti sottoscritti nel primo anno di attività, iniziata peraltro in piena pandemia, quando molte aziende in difficoltà chiudevano i battenti. Un aspetto che ha fatto drizzare le antenne alla Finanza. Su 500 cantieri, 230 erano fantasma. Più della metà riguarda il Veneto (56%), ma una buona percentuale tocca anche il Friuli Venezia Giulia in particolare la provincia di Pordenone (27%) e la Lombardia (15%). Dei 24 milioni di euro che Casa Zero avrebbe incassato attraverso lavori mai eseguiti, attestati da un asseveratore connivente, al momento ne sarebbero stati recuperati solo 8,2, frutto del sequestro di un immobile e di quanto trovato nei cassetti fiscali della società e nei conti correnti.

Tre gli indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato: il presidente di Casa Zero Alberto Botter, il legale rappresentante della società, Fabio Casarin, milanese, e l'ingegnere Massimiliano Mattiazzo, accusato di aver firmato attestati di corretta esecuzione dei lavori per cantieri, in realtà, mai partiti o appena abbozzati.


LE CONSEGUENZE
Così è iniziata la processione dei clienti del Consorzio convinti di essere stati truffati. Già trenta quelli andati al comando della Finanza, molti di più quelli che si sono rivolti ai propri avvocati. La rabbia monta anche sui social, dove in queste ore continuano a fioccare i commenti di protesta. «Oggi mi sono collegato al sito dell'Agenzia delle Entrate, al cassetto fiscale, e mi hanno messo in cessione del credito parecchi soldini. Ma i lavori non sono mai cominciati!» scrive Francesco G. Giuseppe C. invece è preoccupato di non vedere ultimati i lavori: «Io mi ritrovo casa senza finestre perché le mie sono state tolte per montare il cappotto e ho le tapparelle tutte bloccate. Noi abitiamo insieme ai nostri tre bambini, l'ultimo ha 10 mesi. Esigo una chiamata entro domani dato che ogni volta che chiamo in azienda nessuno risponde». Lamentele a cui il Consorzio replica di «aver gestito le agevolazioni Superbonus dei propri clienti in modo legittimo, fornendo le prove sulla correttezza dell'iter perseguito e l'avvio dei lavori in numerosi cantieri. La Società ha inoltre presentato all'Autorità Competente documentazione comprovante spese sostenute per oltre 35 milioni di euro per tutte le forniture, lavorazioni e attività tecniche relative agli stessi cantieri, risultando così impensabile qualunque ipotesi di presunta truffa».
 

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Ultimo aggiornamento: 22:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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