Treviso, le scuole si svuotano: 5mila studenti in meno

Venerdì 9 Dicembre 2022 di Mauro Favaro
Le scuole si svuotano a Treviso

TREVISO - I primi effetti concreti della denatalità sono già visibili. Asili e scuole elementari hanno iniziato a svuotarsi. Dopo i primi stop, come a Villorba e Morgano, altri plessi saranno costretti a chiudere. A Ponzano, ad esempio, si pensa alle elementari zona Campagna. E anche nella stessa Treviso è in corso un ragionamento sulla razionalizzazione delle sedi scolastiche. Il punto è che non è finita. L’onda della denatalità sta per coinvolgere anche le superiori. Già nei prossimi otto anni gli istituti secondari della Marca perderanno quasi 5.500 studenti. L’anno prossimo si scollinerà toccando il picco di giovani presenti in provincia: oltre 45.350 giovani tra i 14 e i 18 anni. Dopodiché si andrà in picchiata, fino a scendere nel 2030 sotto quota 40mila. «L’andamento è questo – riassume Carlo Rapicavoli, direttore generale della Provincia – non a caso ci stiamo impegnando al massimo nel riqualificare i plessi, senza andare a costruire nuove scuole». Il dato emerge dalla relazione pubblicata nel Dup della Provincia allegata al bilancio di previsione 2023.


IL QUADRO
La Marca non è una provincia per giovani. Da ormai sette anni ci sono più decessi che nascite. Solo nell’ultimo anno sono stati persi più di 3.660 abitanti. I trevigiani attualmente sono 876.755. Il punto più basso dell’ultimo decennio. Il risultato è che dal 2011 ad oggi la provincia ha visto sparire quasi 16mila bambini e ragazzi fino ai 14 anni. Per dare un’idea, l’equivalente di un intero comune come Preganziol. Nel 2011 si contavano oltre 134mila under 14 in tutta la provincia. Adesso si è scesi a 118mila. E gli immigrati stranieri non riescono più a controbilanciare il saldo demografico. Anzi, dopo l’emergenza Covid se ne stanno andando pure loro. Nell’ultimo biennio hanno lasciato la Marca 863 stranieri in più rispetto a quanti ne sono arrivati.


L’ANALISI
«Il saldo migratorio totale fotografa una realtà preoccupante – sottolinea la relazione del Dup – negli ultimi due anni è risultato negativo: indice che la marca non è più attrattiva come in passato». «I residenti stranieri sono 90.375, pari al 10% dei residenti complessivi e sono diminuiti del 2% rispetto al 2020». Con tutto ciò che ne consegue anche a livello economico. Il nodo strutturale sta nel rapporto tra le persone attive e quelle che per questione d’età devono essere sostenute. «Nella Marca 56 persone su 100 non sono economicamente autonome per ragioni demografiche – evidenza la Provincia facendo una media – di queste, 20 sono giovani con meno di 14 anni e 36 anziani con più di 65 anni». Il quadro è netto: l’inverno demografico si fa sempre più freddo. Il problema parte da lontano. Ma ora l’iceberg della denatalità sta vistosamente affiorando.


IL CROLLO
È dal 2018 che si riscontra un calo della popolazione – specificano dal Sant’Artemio – accentuato dagli effetti dell’epidemia da Covid”. Questa ultima, in realtà, ha pesato su un quadro già complesso. L’anno scorso è stato segnato il minimo storico con soli 6.100 nuovi nati nella Marca. Cioè oltre 2.500 in meno rispetto a dieci anni fa. E sempre l’anno scorso, parallelamente, ci sono stati oltre 9.100 decessi. La forbice in questione ha iniziato a prendere forma nel 2015. E non si è più fermata. Anzi, l’emergenza Covid l’ha ulteriormente allargata. Di contro, aumentano gli anziani. Oggi le persone con più di 65 anni residenti nel trevigiano hanno superato quota 200mila. Vuol dire quasi 33mila in più rispetto a dieci anni fa. “Per 100 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni – è la dimensione data dalla Provincia – sono presenti circa 169 persone di età superiore ai 65 anni”. Proporzione destinata a crescere.

Ultimo aggiornamento: 07:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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