Treviso. Preso il baby rapinatore degli studenti, un 17enne esperto nel furto violento di collanine e orecchini d'oro

Il ragazzo colpiva con l'aiuto di un amico che guidava il motorino per scappare. Aveva anche preso a cinghiate una delle vittime

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Alberto Beltrame
Treviso. Preso il baby rapinatore degli studenti, un 17enne esperto nel furto violento di collanine e orecchini d'oro
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TREVISO - Non c'era solo l'intento di rubare e di arraffare, ma pure il gusto di fare del male. Come quando aveva strappato l'orecchino d'oro dall'orecchio di un ragazzino dopo averlo colpito a cinghiate non lontano dai giardinetti di villa Margherita, verso il Sant'Artemio. Oppure quando aveva aggredito alle spalle un altro giovane, incrociato per strada a Santa Maria del Rovere, spintonandolo e rapinandolo della collana in oro giallo che portava al collo prima di fuggire in sella allo scooter guidato da un complice. Un comportamento ormai diventato seriale quello del 17enne trevigiano, già noto alle forze dell'ordine, denunciato dalla squadra mobile di Treviso al tribunale dei minori di Venezia che, dopo l'applicazione della misura cautelare (una volta indagato per rapina), ha proceduto al trasferimento del giovane, pure lui minorenne come la maggior parte delle sue vittime, in una comunità.

L'escalation di violenza

Negli ultimi mesi polizia e carabinieri hanno ricevuto diverse segnalazioni relative a veri e propri assalti subiti da ragazzini, spesso nel tragitto casa - scuola, malmenati da coetanei e rapinati di orologi, orecchini e collanine in oro. Alcuni di loro per le botte subite avevano pure dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale. Nel mirino degli investigatori c'era finito per primo un ventenne di origini nordafricane, messo ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico all'inizio del mese di agosto. Gli episodi però non si erano fermati con altri ragazzini presi di mira sia in centro storico che nella prima periferia di Treviso. In particolare le attività investigative si sono concentrate su due episodi. In primis la rapina subita a Santa Maria del Rovere da un giovane che stava passeggiando vicino alla chiesa parrocchiale. Indossava una collana d'oro, vero e proprio status symbol per molti adolescenti di oggi. Il ragazzo non si era accorto però che alle sue spalle si era avvicinato un motorino con a bordo due giovani. Il passeggero aveva fatto un balzo dalla sella e gli aveva spintonato facendolo cadere a terra prima strappargli di dosso la collana. Poi era scappato col complice. La polizia però, anche grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza disseminate in zona, era riuscita ben presto a dare un nome e un volto al responsabile, arrivando al 17enne, già resosi responsabile nei giorni prima del pestaggio del Sant'Artemio per il quale era stato segnalato alla procura minorile per aver strappato l'orecchino a un minorenne e averlo preso a cinghiate.

Il precedente

Due mesi fa la squadra mobile di Treviso aveva bloccato un altro baby rapinatore seriale specializzato in catenine e braccialetti. Anche nel suo caso erano stati due gli episodi più eclatanti. Il primo risale a novembre dello scorso anno, quando il ventenne aveva individuato un 14enne all'uscita da scuola, a Villorba. Il rapinatore lo aveva seguito fino alla fermata del bus dov'era entrato in azione sfruttando la calca e la confusione. Con un movimento repentino e uno scaldacollo a nascondere parte del viso, aveva afferrato la collana dello studente strappandogliela dal collo, provocandogli tra l'altro una vistosa escoriazione. Poi si era dileguato con il bottino. Di quelle indagini si erano occupati i carabinieri. Due settimane dopo era tornato a colpire, seguendo sempre lo stesso copione. E in quel caso la rapina era sfociata in un episodio di maggiore violenza. Il 20enne infatti aveva aggredito un 15enne che era appena sceso dall' autobus a San Zeno, a Treviso, e stava per raggiungere la scuola. Gli aveva strappato la collana d'oro da 800 euro: un regalo a cui il ragazzino era particolarmente affezionato. Tanto da tentare in tutti i modi di riprenderselo. Ne era nata una colluttazione in cui il minorenne aveva avuto la peggio. Il ragazzino aveva incassato calci e pugni, riportando lievi lesioni. Il rapinatore invece era riuscito a spuntarla anche in quell'occasione scappando con la refurtiva. La denuncia del 20enne arrivò a pochi giorni da quella della gang di bulli che prendeva di mira minorenni sui treni, sulla tratta Castelfranco-Padova. I tre ventenni, di origine magrebina, dovranno rispondere di rapina aggravata ai danni di un 14enne, costretto a suon di minacce a svuotare il portafoglio. Il 17 febbraio la gang era riuscita a farsi consegnare 20 euro: «Se parli con qualcuno ti ammazziamo».
 

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