Prosecco, appello a Nardi: «Rimani altri 6 mesi alla guida del Consorzio»

Lunedì 25 Maggio 2020 di Michele Miriade
Innocente Nardi
VALDOBBIADENE «Al presidente in carica Innocente Nardi chiediamo di valutare la proroga del suo mandato fino al 31 dicembre». A 120 giorni dalla vendemmia giunge l'appello del colosso della Docg Valdo Spumanti e di Bernardo Piazza imbottigliatore storico. «Servono decisioni urgenti e senso di responsabilità». Una corsa contro il tempo per garantire il futuro vitivinicolo del Prosecco del vocato territorio della Docg Conegliano Valdobbiadene, paralizzato dall'attuale situazione Covid 19, in attesa di direttive per programmare la ripresa. Tra 120 giorni il mondo agricolo dovrà affrontare la preziosa e delicata fase fenologica del processo viticolo: la vendemmia. Se con il mese di maggio è avvenuta la fioritura che porta con sé la garanzia della produzione, i primi giorni di giugno permetteranno agli agronomi di determinarne la previsione in termini di quantità. Ed è per questo che, entro la fine della settimana, è necessario un intervento univoco da parte di tutte le forze che ruotano attorno al settore. Insomma, il tempo stringe per capire cosa accadrà con il prodotto per il 2021, come sottolinea un professionista della vinificazione, Bernardo Piazza, uno che vive di prosecco da oltre 30 anni, trasformatore per vocazione, ovvero l'anello di congiunzione tra il produttore e l'imbottigliatore. A queste componenti della filiera del vino, gli fa eco Gianfranco Zanon direttore della Valdo Spumanti, azienda leader nell'imbottigliamento dello spumante Docg. «Ora più che mai - dice Zanon - la concertazione della filiera diventa fondamentale per la salvaguardia del Conegliano Valdobbiadene Docg che ha bisogno di regole nuove, condivise e che abbiano come comune denominatore il valore unico e identitario delle nostre colline. Tutta la produzione dovrebbe essere rivendicata unicamente nel Conegliano Valdobbiadene Docg e declinata nella solo versione spumante, escludendo la possibilità di produrre vini da utilizzare per altre denominazioni»
LA RICHIESTA
«La comunicazione deve essere precisa, forte e arrivare al consumatore sia italiano che internazionale in modo tale da consolidare e rafforzare il valore intrinseco ma anche quello percepito dello spumante prodotto nelle colline del Conegliano Valdobbiadene - conclude Zanon - Dobbiamo ripartire dalla terra, dalle nostre origini, mettendo al centro degli obiettivi futuri il principio dell'etica e della sostenibilità a 360 gradi». 
LE PROPOSTE
Su cosa fare, Bernardo Piazza rimarca: «Bisogna che le parti consolidino un rapporto di buon senso per creare in tempo delle regole comuni. Se dovesse servire, bisogna essere pronti ad adottare una strategia di contenimento della produzione, in controtendenza rispetto alla costante crescita degli ultimi 20 anni. Per fare questo è necessario essere sinceramente realistici nel condividere numeri e possibilità. Dobbiamo urgentemente rimodulare tutto». Piazza si rivolge anche alle associazioni che tutelano gli agricoltori e al Consorzio di tutela: «Serve continuità, per questo ci rivolgiamo a Nardi. L nuove nomine si troverebbero calate in una realtà che necessita di decisioni urgenti data la straordinarietà del momento. Una responsabilità immensa aleggia sulle future sorti del comparto per salvaguardare il valore della macrozona del Docg che si estende da una parte verso Conegliano Valdobbiadene dove nel coneglianese troviamo la storia della scuola enologica e la paternità del Prosecco nel nome della famiglia Carpenè, in Valdobbiadene i ciglioni Unesco e la viticoltura eroica, dall'altra verso Asolo l'incantato rifugio di poeti, scrittori e artisti, la città dai cento orizzonti. Tutto questo rende l'appellativo Superiore che ci distingue nel mondo non solo per il prodotto ma anche per l'originale conformazione del terreno che offre rara e unica bellezza». 
L'INVENDUTO
Sull'invenduto Piazza sottolinea. «La giacenza stimata attorno al 30% dell'intera produzione 2019 ci obbliga, per tenere basso il rischio di impresa, a discutere preventivamente il contenimento della produzione del 2020, certificando un quantitativo fisso di prodotto al fine di evitare che la giacenza e la nuova produzione provochi un eccesso di immissione di prodotto sul mercato. Questo provocherebbe un deprezzamento di valore enorme. Quando saremo fuori da questa emergenza servirà un'unica grande regia, un manager di valenza internazionale che sappia rappresentare il Prosecco nel mondo. I Consorzi poi, a mio avviso, non devono fondersi, ognuno deve rappresentare il proprio prodotto e il proprio territorio. Dunque, entro fine maggio, è auspicabile che prenda vita una sorta di governance del Prosecco Superiore che sappia incontrarsi per stabilire poche regole condivise da tutte le parti sociali, pronte alla rapida messa in atto, al fine di formulare un protocollo da utilizzare, non solo in questa situazione, ma anche nelle eventuali future emergenze». 

  Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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