Il giallo delle "Mura" rubate: caccia ai ladri di mattoni. Chissà cosa ci devono fare

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Paolo Calia
I mattoni ottocenteschi sono stati asportati da questo tratto delle Mura di Treviso
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TREVISO -  I residenti, ma anche chi passa di là durante la corsa mattutina o semplicemente per andare in centro facendo due passi, giurano che quel buco si sta allargando. Ogni giorno sembra mancare un mattone. E ormai in tanti sono convinti che qualcuno, notte tempo, se li porti a casa. Per farci cosa non si sa. Insomma: li rubano. E così ieri sono state fatte due segnalazioni alla polizia locale e ai carabinieri. Perché ai trevigiani puoi toccargli tutto, ma non le loro storiche Mura. E quel buco sul parapetto all’altezza di varco Caccianiga, uno degli ingressi cittadini, è diventato argomento comune. In città, in queste ore, si sta alimentando un vero e proprio giallo. Le chiacchiere imperversano, invadono la piazza e arrivano anche sui social dove il “furto di mattoni” è diventato argomento di discussione su una delle pagine più frequentate dagli amanti delle bellezze storiche cittadine, “La bella Treviso”.

I FATTI Il buco in questione si trova, come detto, all’altezza di varco Caccianiga, proprio sul parapetto che costeggia il percorso alberato sopra le Mura. Non è un posto qualunque, ma il luogo prediletto da chi ama correre, andare a spasso col cane, prendersi cinque minuti di libertà sotto gli alberi e sopra il monumento storico simbolo della città. E quel buco, che cresce sempre di più, non poteva passare inosservato. È uno sfregio intollerabile. E vista la sollevazione generale, la polizia locale ha deciso di aprire un’indagine. Il comandante Andrea Gallo ha dato indicazione di esaminare le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza sparse un po’ ovunque lì attorno. Magari, con un po’ di fortuna, l’ignoto, o gli ignoti, vandali hanno lasciato qualche traccia. Ha anche ordinate passaggi più frequenti delle pattuglie per dare un’occhiata in giro.

LE IPOTESI Accanto all’idea che un ladro sia in azione per rubarsi le Mura letteralmente pezzo per pezzo, cresce anche la più concreta ipotesi che il danno sia frutto di una bravata. Nella zona, soprattutto nei fine settimana, si radunano vari gruppetti di ragazzini. Molto spesso qualcuno si lascia andare, magari anche per qualche birra di troppo, e pensa che sbriciolare una muretta storica sia un bel passatempo. «Quel parapetto - spiega Simone Piaser, presidente dell’associazione Treviso Sotterranea che tra i suoi obiettivi ha anche quello di studiare e difendere le Mura - risale a un’operazione di ristrutturazione della cinta muraria fatta a fine Ottocento. È evidente che stiamo parlando di un danno fatto di recente. Qualcuno potrebbe anche pensare che quei mattoni siano spariti da qualche tempo. Ma non è così. Si vede chiaramente che la malta è chiara, ancora fresca. Segno che sono stati rimossi non da molto. Sinceramente non riesco a immaginare qualcuno che se li rubi. Per farne cosa? Più probabile che si tratti di una bravata di qualche ragazzino su di giri». Ai piedi del bastione c’è un parcheggio, ma non si vedono grandi tracce di mattoni infranti. Qualcosa c’è, ma veramente poca roba. Il mistero, insomma, rimane anche se il sindaco Mario Conte una sua idea ce l’ha: «È un atto vandalico - dice - non penso che qualcuno arrivi col carretto per portarsi via i mattoni. Attendiamo le indagini, ma sono sicuro che si tratti di un danneggiamento. E scopriremo chi è stato».

LA POLEMICA Il caso, per quanto singolare, riporta però a galla il problema della manutenzione della cinta muraria. Al di là dei danneggiamenti, in vari punti si notano mattoni ballerini, pezzi di intonaco che si staccano. Piaser è da tempo che lancia l’allarme: «Se non si interviene in fretta nel giro di cinque anni rischiamo di contare danni veramente importanti - osserva -. I problemi sono dati anche dalle piante infestanti, aggrappate alle pareti e con le radici capaci di andare in profondità danneggiando ogni tipo di superficie. All’altezza del bastione Camuzzi (uno dei punti storicamente più rilevanti, a poca distanza dalla stazione dei treni, ndr) le celebri cannoniere del Sanmicheli (architetto e urbanista veronese che agli inizi del ‘500 ha lavorato per la Repubblica Veneziana, ndr) sono ormai in grave pericolo, ed è un vero peccato perché sono esemplari davvero rari. Le Mura avrebbero bisogno di investimenti regolari, ogni anno». Nel frattempo però resta da risolvere il giallo dei mattoni che spariscono e del buco misterioso che continua ad allargarsi.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA