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Accoltellò Marta Novello: in Appello ridotta la pena all'aggressore 16enne

Sabato 2 Aprile 2022 di Gianluca Amadori
La vittima - Marta Novello, 27 anni
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MOGLIANO - Riduzione di pena al processo di secondo grado per il sedicenne accusato di aver accoltellato Marta Novello, la moglianese di 27 anni che stava facendo jogging vicino a casa a Marocco, il 22 marzo dello scorso anno. La Corte d’appello di Venezia, presieduta da Alberta Beccaro, ha inflitto al ragazzo cinque anni di reclusione, a fronte dei sei anni e otto mesi a cui era stato condannato in primo grado per i reati di tentato omicidio e tentata rapina, confermando la misura di sicurezza di due anni (da scontare successivamente alla pena detentiva) alla luce della sua pericolosità sociale. La decisione dei giudici d’appello è arrivata ieri pomeriggio, a conclusione di un processo nel corso del quale la Procura generale si è battuta per ottenere la conferma della condanna di primo grado. Nei processi di rito minorile non è prevista la possibilità per le vittime di costituirsi parte civile contro l’imputato.

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LA DIFESA: "VA AIUTATO"
Il difensore del sedicenne, l’avvocato Matteo Scussat, si è dichiarato soddisfatto della sentenza: «La Corte ha riportato al centro l’interesse del minore: ora si può davvero pensare di poter lavorare per costruire un percorso di riabilitazione. Tra due anni il mio assistito sarà maggiorenne e vi è necessità di cure e assistenza specifica per consentire in futuro un suo reinserimento sociale. Va aiutato più che punito». La difesa sperava di poter ottenere la sospensione della pena con contestuale messa alla prova in una comunità, ma per il momento il ragazzo resterà nell’istituto penitenziario per minorenni di Treviso. Un anno lo ha già scontato e, se sarà confermata la pena di 5 anni di reclusione, potrebbe finire in comunità per scontare almeno la parte finale della condanna». La perizia psichiatrica a cui il giovane imputato è stato sottoposto nel processo di primo grado ha concluso per un semplice vizio parziale di mente, provocato dalla sua immaturità, che non gli ha però impedito di capire la gravità di ciò che stava facendo. La difesa si era invece battuta per il riconoscimento della sua incapacità di intendere e di volere.  L’episodio di violenza si verificò a Mogliano Veneto, a poca distanza da via Marigliana, dove la ragazza abita assieme alla famiglia. Marta era uscita a fare jogging quando fu aggredita e colpita con 23 coltellate. Non appena si riprese dalle ferite, raccontò agli inquirenti di essere stata avvicinata da un ragazzino il quale le aveva chiesto del denaro. L’allora ventiseienne rispose di non averne con sé, in quanto era uscita soltanto con il cellulare, ed è a questo punto che fu colpita ripetutamente. 


LA PERIZIA PSICHIATRICA
Nel corso delle indagini preliminari lo stesso imputato ha confermato di non conoscere la ragazza, spiegando di averla seguita e fermata semplicemente perché voleva soldi. Secondo il consulente medico legale della difesa, il dottor Rizzo di Padova, la reazione violenta successiva alla rapina non andata a buon fine, costituirebbe la dimostrazione di una dissociazione mentale. Tesi non condivisa dal perito incaricato dal giudice di primo grado, il professor Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile di Bologna, il quale ha concluso per una immaturità del ragazzino.

Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 08:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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