Accoltellata mentre fa jogging: a rischio il processo contro l'aggressore di Marta

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Gianluca Amadori
Marta Novello, la 26enne di Mogliano Veneto accoltellata da un 15enne mentre faceva jogging
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MOGLIANO -È fissata per il prossimo 22 novembre la prima udienza del processo a carico del quindicenne che, la scorsa primavera, accoltellò una ragazza ventiseienne di Marocco di Mogliano Veneto, Marta Novello, sua vicina di casa, mentre stava facendo jogging in via Marignana. La Procura presso il Tribunale per i minorenni ha infatti chiuso le indagini preliminari con rito immediato, formulando a carico del ragazzo le imputazioni di tentato omicidio e tentata rapina: con molte probabilità il suo difensore, l’avvocato Matteo Scussat chiederà che il giudizio si svolga con rito abbreviato. Ma nessuna decisione è stata ancora presa. «Non abbiamo ancora deciso se chiedere o meno un rito alternativo. Se dovessimo farlo il 22 novembre l’udienza verrà comunque rinviata a un’altra data» ha dichiarato l’avvocato Scussat.


LA PERIZIA

Decisivi per le sorti del processo saranno i risultati della consulenza psichiatrica affidata durante le indagini al professor Camerin, il quale ha concluso escludendo la sussistenza di una vera e propria infermità mentale e formulando un giudizio di immaturità a carico del quindicenne; giudizio che potrebbe aprire la strada ad una dichiarazione di non imputabilità, come prevede il codice minorile. «Non voglio di certo commentare l’esito della perizia, che peraltro abbiamo richiesto noi e ci è stata concessa - continua l’avvocato Scussat - Si tratta di questioni molto delicate in generale, a maggior ragione in questo caso perché coinvolgono un minorenne. Sono sempre dei dati sensibili che non dovrebbero essere divulgati». L’obiettivo della difesa era quello di tracciare un quadro psicologico complessivo del giovane da mettere agli atti. Non dunque di una semplice perizia che stabilisse se il 15enne sia o meno in grado di intendere e di volere, ma un accertamento ad ampio spettro che delinei il suo grado di maturità, il livello reale di comprensione di quello che ha compiuto e la capacità di distinguere il bene dal male. Non solo. Il perito ha avuto anche il compito di affermare se al momento del delitto fosse lucido e nel pieno delle sue facoltà mentali e se la sua condizione sia o meno compatibile con la detenzione in carcere. I risultati nel dettaglio sono coperti dal più stretto riserbo.


LA FAMIGLIA

La decisione in ogni caso spetterà al Tribunale. La ventiseienne Marta Novello, che nel frattempo si sta riprendendo dalle ferite riportate, non potrà costituirsi parte civile contro il suo aggressore in quanto non è previsto. Per ottenere un eventuale risarcimento dei danni subiti potrà rivolgersi al Tribunale civile, citando a giudizio i genitori del quindicenne che sono chiamati a rispondere delle sue azioni. Cosa che per il momento Marta non sembra avere intenzione di fare: la famiglia al momento ha soltanto voglia di lasciarsi alle spalle questa brutta esperienza, come ha confermato il loro legale, l’avvocato Alberto Barbaro. Nel frattempo il ragazzino si trova ancora detenuto nel carcere minorile di Treviso.


LE 23 COLTELLATE

L’incredibile episodio di violenza risale al pomeriggio del 22 marzo scorso quando la ventiseienne venne aggredita e colpita con ben 23 coltellate. Agli investigatori raccontò di essere stata avvicinata con una richiesta di denaro e quindi accoltellata ripetutamente da un tizio che non conosceva, dopo avergli risposto che aveva solo il cellulare. Il quindicenne ha confermato di non conoscere la ragazza e ha spiegato di averla seguita e fermata perché voleva soldi.

 

Ultimo aggiornamento: 20:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA