Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

17enne ucciso, poliziotto investitore ubriaco al volante: il pm revoca i domiciliari

L'agente Samuel Seno era reduce dal "terzo tempo", la cena con i compagni di squadra del rugby

Martedì 10 Maggio 2022 di Mauro Favaro
Samuel Seno, il poliziotto, e Davide Pavan, la vittima
3

MORGANO - Oggi, 10 maggio, è stato convalidato l'arresto per il poliziotto Samuel Seno, l'investitore che sabato sera ha travolto ed ucciso il 17enne Davide Pavan ed è poi risultato con tasso alcolico tre volte oltre i limiti. Ma il pm a cui è stato affidato il caso per omicidio stradale  ha disposto la revoca dei domiciliari per l'indagato: non sussistono i requisiti per confermare la misura cautelare.

La disperazione della madre  

«Non riceverò più fiori da mio figlio per la festa della mamma, ma sarò io a dover portare i fiori a lui. Questo è il regalo che mi ha fatto chi l'ha investito. È morto nel giorno della festa della mamma. Un mese prima di compiere 18 anni. Si stava già pensando alla sua festa. E invece è tutto finito». L'improvvisa morte di Davide Pavan, 17 anni, travolto domenica sera mentre era in sella al proprio scooter da un'auto guidata da un poliziotto 28enne risultato ubriaco, ha lasciato una ferita profondissima. La mamma, Barbara Vedelago, si scioglie in un pianto che non potrà mai più essere definitivamente liberatorio.

Accanto a lei c'è il papà, Claudio Pavan, titolare di un'azienda di scavi e movimento terra, con il figlio più piccolo, Nicola, che ha quattro anni in meno di Davide. La famiglia abita in via Molin Cappello a Morgano, lungo il Sile. È qui che domenica sera, verso le 23, è arrivata la terribile notizia. Davide aveva passato il pomeriggio con la sua fidanzata, una 16enne di Castagnole. L'incidente è avvenuto mentre stava rincasando. La fidanzata è stata la prima a intuire che qualcosa non andava. Il giovane usava un'App del telefono per condividere la sua posizione e farle sapere quando arrivava a casa. Ma domenica il puntino è rimasto fermo troppo a lungo all'altezza di una pista ciclabile a poche centinaia di metri dall'abitazione della 16enne. E dopo una decina di minuti lei e sua madre sono andate a vedere se era successo qualcosa.

LO STRAZIO

«Sono arrivate prima loro. Poi la mamma della fidanzata di mio figlio mi ha chiamato. Avevo già capito. E siamo partiti subito spiega Barbara quando siamo arrivati sul luogo dell'incidente, inizialmente ci avevano detto che l'uomo che aveva investito Davide era scappato. Forse per gestire la situazione e proteggerlo. Andando oltre l'ambulanza, però, abbiamo visto che era all'interno di una volante, con quattro agenti attorno. Io l'ho solo guardato dal finestrino». Il cognato della donna ha sferrato alcuni pugni di rabbia contro la macchina. Ma non è stata scambiata alcuna parola.

IL SOSPETTO

Il papà Claudio è convinto che il poliziotto abbia realmente pensato di fuggire dopo l'impatto. «L'auto era tanto lontana. Guardando nostro figlio, non c'eravamo nemmeno accorti della macchina ferma 150 metri più avanti spiega credo che abbia provato a scappare. In un incidente del genere come fa una macchina a fermarsi tanto più in là»? I carabinieri hanno riferito ai genitori di Davide che il 28enne è figlio di brava gente. Ma questo non lenisce il dolore. «Ho chiesto loro di avere il numero di telefono della mamma della persona che ha investito mio figlio racconta Barbara non voglio sapere l'indirizzo, perché è meglio di no. Ma il telefono sì. Non prova il mio stesso dolore, ma comunque ha un figlio che ha commesso un omicidio: non è che abbia preso Davide per sbaglio. Non so, però, se userò il telefono. Per adesso non voglio sentire nessuno». «Quando uno beve e poi si mettere a correre per strada è come se prendesse una pistola e andasse a uccidere qualcuno mette in chiaro Claudio correva tanto forte. Penso più di 150 all'ora. Lo si vede anche dallo scooter. Lo si porta a casa con gli scatoloni: è distrutto. Se non avesse bevuto, non avrebbe fatto l'incidente. Quando uno beve, vuol dire che va a uccidere».

Video

Ora nella casa di via Molin Cappello resta un enorme vuoto. Il funerale di Davide si terrà a Morgano, non appena possibile, compatibilmente con le indagini della magistratura. Potrebbe celebrarlo don Gaudenzio Pavan, zio del 17enne, sacerdote della diocesi di Alba e parroco di Cortemilia, provincia di Cuneo. Intanto i genitori del ragazzo hanno autorizzato la donazione di cornee e tessuti. «Abbiamo donato quello che si poteva donare conclude Barbara non possiamo sapere se Davide sarebbe stato d'accordo. È mancato a 17 anni, un'età nella quale non avevamo ancora parlato di morte. Ma non era affatto contrario al donare. Anzi, aiutava sempre tutti. Non è stata una scelta egoistica. E se anche avessimo sbagliato, credo che ci perdonerà».

 

Ultimo aggiornamento: 20:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci