Fagiano catturato e chiuso in gabbia sdegno sui social, scatta il sequestro

Giovedì 21 Ottobre 2021
Foto di Istvan Pocsai da Pixabay
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MONTEBELLUNA (TREVISO) - Fagiano prigioniero in una casa privata finisce sotto sequestro. E ben presto tornerà in libertà. Con ogni probabilità, fra non molto sarebbe finito in pentola. Invece, il destino di un fagiano maschio è improvvisamente svoltato per il verso giusto. Tutto è nato da una segnalazione dei residenti, una dei quali, Alda Resta, direttrice della biblioteca ora in pensione e candidata alle ultime amministrative fra le file dei Democratici per Montebelluna, si era espressa nei giorni scorsi anche su Facebook, con tanto di foto del pennuto. Che, abituato a svolazzare libero nel parco di Villa Bertolini era poi finito in una gabbia in una proprietà privata vicina al parco. Il fatto ha suscitato una reazione a catena di sdegno e varie segnalazioni ad associazioni ambientaliste. Di qui la cosa è arrivata alle autorità preposte a intervenire di fronte a un vero e proprio reato. E né i carabinieri del Corpo Forestale né il sindaco Adalberto Bordin, in qualità di autorità amministrativa competente, sono rimasti a guardare.


L'ORDINANZA

Bordin, infatti, ha firmato ieri un'ordinanza che convalida il sequestro amministrativo emesso nei giorni scorsi dai carabinieri forestali di Volpago nei riguardi di un fagiano maschio in difficoltà rinvenuto in un'abitazione del Comune di Montebelluna. Oltre alla convalida del sequestro, è stato anche autorizzato l'inserimento del volatile in natura previa valutazione sanitaria da parte del Centro recupero fauna selvatica di Treviso. Come conferma anche il Comune secondo i dati in possesso, si tratterebbe di un fagiano selvatico appartenente alla ricca fauna del parco Bertolini che, nei giorni scorsi, era stato catturato e posto in gabbia da un cittadino della zona. La segnalazione alle autorità componenti è stata fatta da alcuni residenti. Nella fattispecie, Alda Resta, da subito si era augurata che il messaggio girasse e si prendessero provvedimenti, prima che fosse troppo tardi. «Capisco che non è la cosa più rilevante del momento -aveva scritto- ma in fondo anche piccoli gesti di simpatia verso gli animali ci rendono un po' più umani». Lo stesso sindaco Adalberto Bordin ha del resto sperimentato dal vivo che, nel corso del suo mandato, non dovrà occuparsi solamente dei suoi 30mila residenti, ma anche della fauna del territorio. Ovviamente, l'accaduto non è stato privo di conseguenze anche per il privato, che è andato incontro a una sanzione amministrativa. (lbon)

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