Mal di testa e poca febbre: curata con la Tachipirina dal medico (e niente tampone) ma aveva il Covid

Mercoledì 4 Novembre 2020
Mal di testa e poca febbre: curata con la Tachipirina dal medico (e niente tampone) ma aveva il Covid
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CORNUDA «Se non ho contagiato mezzo paese, alla fine è stato solo grazie al mio senso civico». Non usa giri di parole una 65enne di Cornuda risultata positiva al coronavirus. Si, perché sostanzialmente ha fatto tutto da sola. Senza attendere il proprio medico di famiglia, che ha l'ambulatorio nella zona del Montello.

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Covid, mal di testa e febbre

«Nei giorni scorsi l'avevo contattato per dirgli che avevo mal di testa, un malessere generale e 37,5 di febbre. Ma lui mi ha risposto che mi ero solo messa in testa di avere il Covid-19 e che potevo continuare la vita di sempre, semplicemente prendendo della Tachipirina racconta la donna gli ho chiesto più volte di poter fare il tampone per il coronavirus.

Mi ha sempre detto di no. Senza prescrizione, di conseguenza, non ho potuto andare ai Covid Point dell'Usl della Marca».

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Tampone negato

La 65enne, però, non ha mollato. Per prima cosa si è auto-imposta un isolamento a casa in via precauzionale. E nel frattempo ha preso appuntamento per eseguire un test rapido in regime privato al Centro di Medicina. L'esito è stato positivo. «Quando l'ho comunicato al mio medico mi ha detto che quei test non sono attendibili incalza la signora però almeno a quel punto ho potuto andare a fare il tampone di controllo processato in biologia molecolare nel Covid Point dell'ex dogana di Treviso. E questo ha confermato la positività».

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Se il Covid-19 dilaga a macchia d'olio sulle due sponde dell' Adriatico, vi è un luogo però che fa eccezione: si tratta dell' isola di Lagosta (in croato Lastovo), a metà mare tra Italia e Croazia, nella Dalmazia Centrale dove da febbraio a oggi non si è verificato nemmeno un caso d'infezione.

Niente test, ma era positiva

Ora la 65enne sta continuando a rispettare l'isolamento domiciliare. Sarà così fino a quando il tampone di controllo non darà esito negativo. Solo a quel punto uscirà dalla quarantena. «Il problema vero è che mi sono sentita completamente abbandonata: il mio medico di famiglia non ha fatto altro che dirmi di stare tranquilla, che non era niente conclude la signora non sapevo cosa fare e dove andare. Poi ho fatto il test per il coronavirus pagandolo di tasca mia. E ancora si nutrivano dei dubbi. Non si fa così, se non altro per il rischio che si corre nell'alimentare la catena dei contagi in questo periodo tanto complicato. Fortunatamente quando ho sviluppato il malessere sono stata subito attenta a non entrare più in contatto con altre persone, parenti e amici». Sulla questione in'terviene anche l'Usl della Marca. Non conoscendo i dettagli, non entra nel merito. «Però dicono se ci sono problemi del genere nel rapporto con i medici di famiglia, vanno evidenziati». La speranza è che si sia trattato solo di un caso isolato. (mf)

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Martedì scorso il respiratore non bastava più e lo stavano per intubare, trasferendolo in terapia intensiva. Ma il suo fisico, pur provato da settimane di malattia, ha lottato e ha retto al Covid. "Alle 4.47 della notte tra domenica e lunedì gli infermieri sono venuti a staccarmi il ventilatore polmonare di corsa, portandolo subito a un altro malato...

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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