Covid, si allarga il focolaio alla casa di riposo: 59 ospiti e 29 operatori contagiati

Mercoledì 12 Gennaio 2022 di Francesco Campi
Iras
1

ROVIGO - Cresce ancora il focolaio all'Iras, con altri 10 ospiti contagiati e il totale che sale a 59 ospiti e 29 operatori, mentre se ne apre uno anche alla Rsa San Martino di Castelmassa dove fino a lunedì risultava un solo operatore positivo, mentre ora il cluster assomma a 17 ospiti e 2 operatori. In tutto al momento risultano positivi anche 4 ospiti e 4 operatori al Csa San Nicolò di Porto Tolle, 3 ospiti e 3 operatori a Villa Resemini di Stienta, 2 ospiti e 4 operatori a Villa Tamerici di Porto Viro, 2 ospiti e 8 operatori alla Residenza San Salvatore di Ficarolo, un ospite e 3 operatori al Csa La Residence sempre a Ficarolo, un ospite e 4 operatori alla Residenza per anziani La Rosa dei venti di Rosolina, un ospite e 4 operatori alla Rsa Il Pioppeto di Ficarolo, un ospite e 6 operatori alla Casa di riposo Città di Rovigo, un operatore al Csa di Adria, 4 a Villa Agopian di Corbola, 3 alla Casa di riposo San Gaetano di Crespino, 4 al Centro servizi La Quiete di Fiesso, 8 alla Casa Sacra Famiglia di Fratta, 3 alla Casa albergo di Lendinara, uno all'Opera pia Bottoni di Papozze, 3 alla Casa Sant'Antonio di Trecenta e uno alla Comunità alloggio Gli alberi di Gavello. Senza contare il focolaio che ha interessato la Casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, con 13 pazienti e 3 lavoratori positivi, come evidenziato lunedì dalla Fp Cgil.

SINDACATI

Proprio il segretario Davide Benazzo sottolinea come «i numeri, in costante crescita, che colpiscono anche le nostre strutture per anziani, necessitano di un'urgente valutazione per la costruzione di un percorso che permetta a queste strutture di tornare più rapidamente possibile alla normalità. Va sottolineato il grande lavoro svolto dal personale e il ruolo sociale nell'essere stati i primi a essere stati vaccinati, ma in particolare nell'aver tenuto un comportamento, dentro e fuori il posto di lavoro, che ha permesso di evitare il crollo del sistema».
Benazzo pone poi un interrogativo. «Mentre nelle precedenti ondate la mortalità ha rappresentato un dato drammatico, soprattutto in queste strutture, possiamo anche oggi pensare che la situazione sia la stessa alla luce della terza dose di vaccino? Possiamo cominciare a valutare se le ricadute sanitarie, alla luce della terza dose e dei futuri richiami, sia da considerarsi più simile a un'epidemia influenzale e come tale trattarla? Possiamo pensare che l'isolamento messo in atto per queste strutture verso le famiglie degli ospiti sia un tema da valutare per i danni collaterali che determina verso il benessere degli ospiti e verso la scelta delle famiglie di tenere a casa persone non più autosufficienti? Il vero dramma che sta mettendo in ginocchio queste strutture e che sta realmente creando danni, forse più del virus stesso, è la ricaduta sugli organici per le assenze aumentate su numeri già ridotti all'osso: ora l'urgenza è agire immediatamente con investimenti straordinari sull'emergenza organici in sanità e su tutto il sistema socio sanitario, altrimenti anche i soldi che riusciremo ad utilizzare dal Pnrr serviranno a ben poco».

LA PREOCCUPAZIONE

Attilio Minichini e Cristiano Maria Pavarin della segreteria Uil Fpl, evidenziando che già l'8 gennaio hanno chiesto chiarimenti sulle procedure attivate a Porto Viro a fronte della realizzazione di un'area di isolamento e notano che «va considerato come questa situazione si rifletta con conseguenze pesanti per l'organizzazione del lavoro nelle strutture private nonché nelle Rsa, visto che come da tempo segnalato, le piante organiche sono già ridotte all'osso e le necessità di isolamento, le procedure speciali e le stesse assenze di operatori contagiati, aggravano la situazione rendendola sempre più insostenibile: oltre a riconoscere a tutti lavoratori il grande sforzo che stanno sopportando, chiediamo che siano messe in atto tutte le misure possibili per evitare il collasso delle strutture residenziali nonché per alleviare le difficoltà che si trova a fronteggiare tutto il personale, anche con investimenti strutturali che vadano oltre il periodo emergenziale contingente».
 

Ultimo aggiornamento: 14:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA