«Ai medici specializzandi 1200 pazienti». Ma il Consiglio veneto stoppa il piano della giunta

Mercoledì 4 Maggio 2022 di Alda Vanzan
«Ai medici specializzandi 1200 pazienti». Ma il Consiglio veneto stoppa il piano della giunta

VENEZIA - Per far fronte alla carenza di medici in Veneto, la giunta del governatore Luca Zaia vuole affidare ai dottorini, cioè i medici specializzandi da impiegare come medici di base, non più solo 500 assistiti, ma 1.200. Secondo: pagare di più - 100 euro all'ora anziché 60 - i medici ospedalieri che, dai rispettivi reparti, accetteranno di prolungare il lavoro in Pronto soccorso. Solo che la ricetta dell'assessore Manuela Lanzarin, infilata all'ultimo minuto nella proposta di legge ordinamentale delle politiche sociosanitarie, non ha trovato d'accordo nemmeno la Lega. Non tanto per la sostanza, quanto per la forma. Ed è così che la seduta del consiglio regionale di ieri è stata sospesa, gli emendamenti saranno portati la settimana prossima all'esame della quinta commissione, ci saranno anche delle audizioni e solo al termine di questa trafila si tornerà in aula. Resta la domanda: perché la Lega, che ha i numeri per approvare qualsiasi cosa, di fatto ha bocciato la giunta, lasciando la vittoria politica al Pd e all'opposizione?


GLI EMENDAMENTI
I sette emendamenti dell'assessore Lanzarin sono stati depositati lunedì, neanche ventiquattr'ore prima del consiglio regionale al cui ordine del giorno c'era la legge di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di politiche sanitarie e sociali. Si tratta di un provvedimento di semplificazione e adeguamento, non di disposizioni nuove di pacca - come appunto i dottorini impiegati nella medicina di base. A Palazzo Ferro Fini raccontano che gli emendamenti a firma Lanzarin abbiano colto di sorpresa prima di tutto i leghisti: non tanto per la sostanza, ché ormai lo sanno anche i sassi che medici non ce ne sono e in qualche maniera bisogna far fronte alla necessità di curare i veneti, quanto per la forma. I consiglieri della Lega, che al Ferro Fini sono la maggioranza assoluta, avrebbero potuto approvare a occhi chiusi le richieste dell'assessore; invece hanno accolto le obiezioni del Pd: si ritorna in commissione, si ascoltano le parti sociali, insomma si approfondisce. Comunque venga letta - o batosta per la giunta o decisione presa di comune accordo - la decisione resta singolare. Come se i soldatini della Lega si fossero stancati di essere usati solo per premere un bottone.


LE OBIEZIONI
La seduta del consiglio regionale era stata preceduta da una riunione volante della Quinta commissione: bisognava cambiare il relatore di maggioranza perché la leghista Silvia Maino, positiva al Covid, non poteva essere presente in aula. La sostituzione è con Sonia Brescacin, mentre l'opposizione ha confermato come correlatore Anna Maria Bigon. Ma all'inizio dei lavori è il capogruppo del Partito Democratico, Giacomo Possamai, a far esplodere il caso: «Non è pensabile che arrivino in aula emendamenti di tale portata senza un approfondimento in commissione: le leggi le fa il consiglio, non la giunta. Quindi noi chiediamo o il rinvio in commissione o lo stralcio». Il presidente del consiglio regionale, Roberto Ciambetti, fa spegnere i microfoni della diretta streaming e chiede a Possamai di raggiungere i banchi della giunta. Il conciliabolo si sposta poi in una sala attigua. La seduta è sospesa, viene convocata una riunione dei capigruppo. Alla fine la decisione è di mantenere gli emendamenti, ma di non votarli subito: si ritorna in commissione, quindi se ne riparla a metà mese. Per l'opposizione, una vittoria: il consiglio viene sospeso.


LE MODIFICHE
Nel merito, le richieste della giunta sono le seguenti. Medici di base: oggi possono avere 1.500 pazienti e arrivare a 1.800; i dottorini, grazie a una legge statale per far fronte all'emergenza Covid, possono averne 500 temporanei, cifra poi aumentata a 650. «La proposta - spiega l'assessore Lanzarin - peraltro già al vaglio del governo nazionale è di estendere a 1000 i pazienti per gli specializzandi al primo anno e a 1.200 per gli specializzandi al secondo e terzo anno». La Toscana ha già fatto salire la soglia, affiancando però un tutor ai tirocinandi. Altra richiesta del Veneto: «Chi già ha lavorato in Pronto soccorso negli ultimi 4 anni, in un arco di 15 anni nel Sistema sanitario regionale, può partecipare ai bandi per essere stabilizzato - dice Lanzarin -. Infine, l'esternalizzazione: aumentare da 60 a 100 euro l'emolumento orario per le prestazioni aggiuntive nell'emergenza/urgenza». Ma perché la riforma adesso e in questo modo? Lanzarin: «Si era aperta questa finestra, benissimo comunque l'approfondimento».
 

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