Bortolussi, l'importanza delle radici
«Io sono e resterò sempre di Giai»
I funerali mercoledì a Camponogara

Lunedì 6 Luglio 2015 di Maurizio Marcon
Bortolussi, l'importanza delle radici «Io sono e resterò sempre di Giai» I funerali mercoledì a Camponogara
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GRUARO - «Io sono di Giai. Posso andare a vivere a Roma o New York, ma mi sentirò sempre di Giai di Gruaro». Enzo Zulian, figlio di Elsa Gaiatto, memoria storica della famiglia Bortolussi, ricorda il profondo rapporto che Giuseppe - morto domenica al Sant'Antonio di Padova all'età di 66 anni - aveva con il paese natio.

I funerali saranno celebrati mercoledì a Camponogara alle 15.30.

Pur essendo del ramo della famiglia che aveva abbandonato la terra per cercare l'avventura cittadina Giuseppe aveva mantenuto l'animo del contadino.

Legato alla terra anche dopo avere studiato al liceo Franchetti di Mestre e Giurisprudenza a Padova.

«A differenza degli zii Menotti e Marcello rimasti sempre a coltivare la terra - racconta Enzo Zulian - il papà Ottone, a costo di grandi sacrifici, studiando di notte al lume di candela, era riuscito ad ottenere un titolo di studio: dopo aver fatto il segretario comunale a Gruaro si era trasferito con la famiglia a Dolo per fare il segretario comunale a Fossò e terminare la carriera come funzionario della Cassa di Risparmio a Mestre.

Giuseppe secondo di quattro fratelli - le sorelle erano Maria Grazia deceduta qualche anno fa e Pisana, emigrata in Canada - quando era più giovane, ed aveva meno impegni, veniva ogni estate a Giai a trascorrere la vacanze assieme al fratello medico Paolo. Ultimamente, troppo preso dagli impegni, veniva solo per trovare i genitori in cimitero a Giai, la mamma Delfina Bonan e il papà Ottone, oltre agli zii, tutti viventi e tutti ancora residenti a Gruaro: Menotti, Marcello e Isolina.

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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