Stupro di gruppo di una 15enne e fuga: il soldato americano sarà estradato in Italia

Martedì 11 Gennaio 2022
Stupro di gruppo di una 15enne e fuga: il soldato americano sarà estradato in Italia

PORDENONE - Il biglietto New York-Roma Fiumicino può essere emesso. Gli Stati Uniti, precisamente il Tribunale del distretto orientale della Pennsylvania, ha accolto la richiesta di estradizione di Alexis Miguel Bodden, 38 anni, americano originario di Santo Domingo e all'epoca dei fatti di stanza alla base Usaf di Aviano. Era tornato a casa per sfuggire alla giustizia italiana, prima che il Tribunale di Pordenone lo condannasse a 7 anni di carcere per lo stupro di gruppo di una quindicenne, aggravato dal fatto che prima di abusarne l'aveva fatta ubriacare. La sentenza risale ad aprile 2015. Lo stesso anno, il 16 ottobre, era diventata irrevocabile.


Lo scorso 5 novembre era stato arrestato. A recapitare il dossier processuale al Dipartimento di giustizia americano e all'Ambasciata italiana a Washington era stato il procuratore. Quando si è accorto che la sentenza non era mai stata eseguita, ha cominciato a inseguire un obiettivo che sembrava impossibile. Raramente un soldato americano viene estradato affinché paghi il suo conto con la giustizia italiana. Ma Tito non ha mollato, finché il fitto carteggio con gli americani non ha sortito l'arresto di Bodden, rintracciato nella città di Allentown dall'US Marshals Service dalla polizia federale del Dipartimento di giustizia. Il procedimento per l'estradizione era stato subuito aperto dalla Corte federale di Filadelfia e ieri in Procura a Pordenone è arrivata la notizia che Bodden verrà consegnato e sconterà la sua pena in Italia.


La vicenda risale al 2 febbraio 2011. Quel giorno la vittima uscì da scuola con un'amica che le propose di andare dall'americano perché doveva ritirare dei vestiti rimasti nel suo appartamento. La ragazzina l'accontentò. Nell'appartamento del soldato c'era anche un 17enne. Cominciarono a girare birre e superalcolici, la fecero bere fino allo stordimento. La Procura contestò all'americano di aver consentito al 17enne di portare in camera da letto la ragazzina e di abusarne sessualmente. Poco dopo anche Bodden entrò nella camera e la violentò ignorando le sue suppliche. Quando cercò di tornare a casa, la vittima fu lasciata sola in strada, piangeva a dirotto e ad aiutarla fu un ragazzo albanese che passava di lì per caso.
Quell'episodio ha stravolto la vita della ragazza. Una vita ricostruita in totale solitudine, con tenacia e coraggio, aspettando giustizia. Quando ha saputo dell'arresto di Bodden, lo scorso novembre, era scoppiata a piangere: «Adesso - aveva dichiarato ringraziando la Procura di Pordenone - so che la giustizia prima o poi arriva e che avrò un po' di tranquillità». (c.a.)
 

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