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Allarme siccità ma al Beato Odorico da tre giorni si lava la chiesa: ettolitri d'acqua "sparati" su muri e colonne

Venerdì 12 Agosto 2022 di Loris Del Frate
Operai al lavoro per lavare la chiesa con la "lancia" idraulica
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PORDENONE - Giardini delle abitazioni private con i colori dell'autunno anche se siamo in piena estate perchè bruciati dal sole, erba arsa, alberi ai quali stanno cadendo le foglie perché il caldo e la siccità ha alterato i processi di fioritura e diverse aiuole del comune con i fiori appassiti per la scelta di diradare l'innaffiatura. Non solo. Il Consorzio Cellina Meduna che da mercoledì ha ordinato a tutti i suoi soci che hanno aziende agricole e campi sull'asta del Meduna di non bagnare più mais e soia in modo da risparmiare l'acqua per salvare i frutteti, le vigne e i prodotti ortofrutticoli. Di più. Già da settimane il sindaco di Pordenone, come del resto la stragrande maggioranza dei suoi colleghi, ha emesso una ordinanza che stringe sull'utilizzo dell'acqua, visto che ce n'è poca, vietando di bagnare i giardini, lavare le auto e bloccando tutte le altre attività.

BEATO ODORICO

Se fosse successo in altri tempi la cosa sarebbe passata del tutto inosservata, ma con l'allarme siccità diverse persone si sono stupite di quanta acqua viene utilizzata in un momento difficile come questo. Già, perché da tre giorni, ma ne servirà sicuramente un altro, forse due, una impresa sta pulendo con un forte getto d'acqua il sagrato della chiesa del Beato Odorico in viale della Libertà. Ma non tutto. Il getto d'acqua a pressione è già stato passato sulle grandi colonne che circondano l'edificio e con l'acqua è già stato tolto il nero del fumo del traffico e tutta la sporcizia sui muri perimetrali dell'intera chiesa. Ora manca solo il grande cono che fa da tetto. Come dire migliaia di metri cubi d'acqua che vengono raccolti da una presa che si trova all'esterno della canonica per essere sparati sulle pareti e finire poi sulle grandi piastre in pietra che sono all'esterno.

IL PARROCO
Don Alessandro Tracanelli, parroco del Beato Odorico, non ha molta voglia di spiegare come mai in un momento di siccità come questo è stato deciso di utilizzare tutta quell'acqua, bene prezioso vista la siccità. «Non ho nulla da dire - è il suo esordio - sono in auto e sto guidando». Poi si ammorbidisce e spiega meglio. «Sono lavori che erano stati prenotati mesi fa, quando non c'era questo problema. Era impossibile bloccare il cantiere. Inoltre sono stati autorizzati pure dalla Cei. Per il resto - ripete - non ho nulla da dire».

L'ORDINANZA
In ogni caso il lavaggio profondo dei muri della chiesa del Beato Odorico, visto i problemi che si sono presentati, forse si poteva evitare e magari rinviarlo a quando non ci saranno più rischi di restare senza acqua anche nel caso in cui l'edificio, compresa la parrocchia, peschino dalle falde o dall'acquedotto. Del resto l'ordinanza del sindaco Alessandro Ciriani dovrebbe essere un deterrente pure per lavori come questi che hanno bisogno di parecchi metri cubi d'acqua. A maggior ragione se il lavaggio è a pochi metri di altri giardini privati dove piante e fiori sono in sofferenza per il sole e la siccità.

Ultimo aggiornamento: 16:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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