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Pellegrinaggio contro la siccità, don Papa ci riprova e chiede aiuto a San Rocco

Mercoledì 3 Agosto 2022 di Michelangelo Scarabellotto
Il santuario della santuario della Santissima Trinità

SACILE - L'ambiente, uno dei tanti doni che Dio ci ha dati nel creato, corre un grande pericolo a causa di una siccità che, nonostante qualche sporadica pioggia, minaccia l'intera umanità.

L'INIZIATIVA
La comunità sacilese dopo averla implorata pregando davanti al capitello di Villorba a cui è devota, si rivolge ora a San Rocco, venerato nella chiesa alla Santissima Trinità a Polcenigo, dove si recheranno sabato, 6 agosto, in pellegrinaggio partendo alle 7 dalla località pedemontana. Lo ha annunciato ai fedeli il parroco don Gianluigi Papa al termine delle messe domenicali dopo aver a lungo evidenziato il difficile momento che sta vivendo la terra anche per l'incuria dell'uomo. L'iniziativa è nata, informa il parroco, dal desiderio di alcuni fedeli della Parrocchia del Duomo, i quali, riprendendo la testimonianza dei loro genitori e nonni, desiderano recarsi alla Santissima «per chiedere al Signore il dono della pioggia».

TRADIZIONI SECOLARI
La chiesa della Santissima Trinità, fin dall'antichità è luogo legato al culto dell'acqua sorgente e della fertilità, anche perché lì si trova una delle principali sorgenti della Livenza (La Serenissima appunto) insieme a quella del Molinetto e del Gorgazzo. La sorgente scaturisce dal massiccio calcareo delle Prealpi del Cansiglio, dando inizio proprio al fiume caro ai sacilesi. La tradizione popolare narra che nel 437 dopo Cristo, qui sarebbe apparsa la Trinità all'imperatore Teodosio, che avrebbe sollecitato Papa Sisto III affinché edificasse un sacello nel luogo dell'apparizione. Si ritiene anche che la zona ospitasse culti paleocristiani e forse preromani, legati alla presenza delle acque sorgive del Livenza. Una popolazione preromana (I Celti o i Paleoveneti) avrebbe utilizzato il luogo per cerimonie in favore della fertilità e della fecondità. Attraverso i Romani, il culto sarebbe stato assimilato nel Medioevo dalla Chiesa cattolica. Nel 500 la chiesa, infatti, era frequentatissima da devoti pellegrini che cercavano grazie legate alla fecondità maschile e femminile; nel 1588 furono fatti venire dal convento di San Francesco della Vigna a Venezia alcuni frati francescani, col compito di costruire un convento e di gestire questa devozione. I frati rimasero fino a quando, con la caduta della Repubblica di Venezia, furono soppressi tanti conventi, tra i quali anche quello della Santissima.

TRA FEDE E SPERANZA
Per don Papa il pellegrinaggio è un gesto semplice, storico, che però manifesta un aspetto essenziale della fede cristiana: «Noi viviamo primariamente dei doni di Dio, non di ciò che siamo noi a darci. È sotto gli occhi di tutti che non possiamo darci da soli i beni essenziali. Questo pellegrinaggio avrà anche una caratterizzazione penitenziale: nella preghiera, chiediamo perdono a Dio Padre e Creatore per tutti i peccati commessi contro il Creato, i suoi equilibri e la sua bellezza. L'uomo ha sempre bisogno di riconciliarsi con la natura e le sue leggi per vivere in armonia».
«A volte l'uomo difende la natura, altre volte ha da difendersi dalla natura - prosegue il parroco - ecco perché è necessario recuperare un corretto rapporto con il Creato: pensandolo come dono di Dio, meritevole di rispetto e contemplazione». Durante il pellegrinaggio saranno invocati i Santi, sarà recitato il Rosario e benedetti la terra e le acque; saranno ascoltati alcuni pensieri di papa Giovanni Paolo I. Il momento di preghiera proseguirà poi in Cappella del Crocefisso, dove dalle 8.30 alle 17.30 ci sarà l'adorazione eucaristica.
 

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