Fidenato, l'imprenditore sì Ogm avvia una colletta per pagare gli avvocati

Lunedì 23 Settembre 2019
Fidenato, l'imprenditore sì Ogm avvia una colletta per pagare gli avvocati
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PORDENONE - «Buonasera cari amici. Non me ne vogliate, ma questa sera vi voglio chiedere un aiuto». Giorgio Fidenato, l'imprenditore agricolo noto per le sue battaglie a favore dell'introduzione degli ogm in Italia, ha scelto di iniziare così un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook.


L'aiuto a cui si riferisce non è altro che denaro, di cui Fidenato avrebbe bisogno per sostenere le cause avviate. In poche parole, l'imprenditore ha avviato una colletta, fornendo anche le coordinate per i pagamenti. 
 
LA RICHIESTA«Ho in corso una causa civile contro sei giudici di Cassazione per una loro sentenza sugli ogm», ha spiegato Fidenato introducendo l'iniziativa di finanziamento popolare inaugurata ieri sera. Sino a poche ore fa, l'imprenditore agricolo aveva portato su di sé il peso economico delle sue battaglie, ma ora ha sentito la necessità di appellarsi a quelli che lui riconosce come sostenitori della sua causa pro-ogm. «Non l'ho mai fatto - ha spiegato - ma questa volta, e spero che non ve la prendete, lancio con questo post una sottoscrizione in conto aiuto per le mie, le nostre cause». Poi, soprattutto per rassicurare e non spaventare il pubblico di Facebook, ha precisato: «Gli avvocati che mi danno una mano si accontentano del minimo. Stiamo tutti battagliando per cause di basso valore economico, ma di altro valore morale».
LA LISTAPer spiegare cosa il sottoscrittore stesse andando a pagare, l'imprenditore agricolo ha elencato i procedimenti per i quali ha manifestato la necessità di ricevere un aiuto economico. «Ho in corso una causa civile contro un gip di Pordenone che, quando sono stato imputato mi ha sempre condannato, salvo poi essere assolto, grazie alle sentenze della Corte di giustizia europea; ho in corso una causa civile contro un giudice del Tribunale di Pordenone; ho in corso una denuncia al Tribunale dei ministri perché ho denunciato tre ministri per il decreto contro gli organismi geneticamente modificati».
Sono solo i primi elementi a supporto della raccolta fondi avviata ieri sera da Giorgio Fidenato. La lista, infatti, prosegue. «Devo fare causa contro un giudice civile di Udine, tre giudici della Corte d'appello di Trieste e sei giudici della Cassazione», annuncia. E ancora: «Tra due giorni depositerò una causa contro tre giudici del Tar del Friuli Venezia Giulia, perché nel 2014 emisero una sentenza sugli ogm in contrasto con delle espresse pronunce della Corte di giustizia europea. Tra non molto spero che finalmente si smuova la causa in Cassazione sul sostituto d'imposta». 
A fine luglio Il Tar del Fvg ha respinto il ricorso che Fidenato aveva presentato contro il provvedimento di distruzione del mais ogm seminato a Vivaro e Colloredo di Monte Albano (Ud) lo scorso anno. Il 3 luglio 2018 il ministero delle Politiche agricole diede il via libera alla distruzione delle coltivazioni mediante trinciatura e interramento. Fidenato aveva impugnato l'ordinanza chiedendo che la questione interpretativa sulla conformità della direttiva Ue e dei successivi provvedimenti fosse sollevata davanti alla Corte di giustizia europea. Sull'eventuale contrasto della direttiva del Parlamento Europeo e della decisione di esecuzione della Commissione europea con i principi dei Trattati, si è invece espresso direttamente il Tar. Non è Fidenato, secondo i giudici, che deve proporre ricorso diretto alla Corte di giustizia europea contro gli atti comunitari, ma la Monsanto, società che produce il mais Mon810 seminato a Colloredo e Vivaro, destinataria della decisione della Commissione europea del 3 marzo 2016, ma che non aveva sollevato obiezioni. Sempre a fine luglio Fidenato aveva annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Consiglio di Stato. 

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