In 38 comuni è "vietato" nascere, ecco i paesi con meno di cinque bimbi venuti al mondo in un anno in Fvg

Venerdì 27 Ottobre 2023 di Marco Agrusti
Un reparto maternità

Che il Friuli Venezia Giulia fosse abbondantemente entrato in quello che viene chiamato inverno demografico è cosa nota.

E non da oggi. Gli ultimi dati rilasciati ieri dall’Istat, però, sono la fotografia di un precipizio. Con un focus particolare sulla montagna e una considerazione finale: sono gli stranieri, ormai, a tenere i numeri almeno in bilico sulla linea di galleggiamento. 


IL QUADRO


La mappa non è difficile da disegnare. Basta accendere una luce sulle terre alte, sulla fascia della nostra regione che confina con Austria e Slovenia. Un problema vecchio, di difficile risoluzione, ma reso lampante dai numeri diffusi dall’istituto di statistica. In ben 38 comuni di tutto il Friuli Venezia Giulia, infatti, l’anno scorso sono nati meno di cinque bambini in dodici mesi. Il tutto a fronte di una mortalità praticamente doppia. È un dato record, perché mai prima d’ora era stato registrato un andamento simile in così tanti paesi. 


FRIULI OCCIDENTALE


Si parte dalla provincia di Pordenone, dove i comuni con meno di cinque culle riempite nel corso del 2022 sono esattamente dieci. In due paesi - a Barcis e a Tramonti di Sopra - è stata toccata quota zero: nessun bambino nato in dodici mesi. Una tendenza che va avanti così ormai da tre anni. Un solo bimbo in fasce a Clauzetto e Andreis. Gli altri comuni con meno di cinque nati in un anno sono Castelnovo del Friuli, Cimolais (che però l’anno scorso era a zero, mentre nel 2022 è salito a quota tre), Erto e Casso, Frisanco, Meduno e Tramonti di Sotto. 


FRIULI CENTRALE


La provincia di Udine è la più vasta e la più popolosa di tutto il Friuli Venezia Giulia. Ma è anche il territorio con la più alta percentuale di piccoli comuni, se si pensa che il secondo paese più popolato dopo il capoluogo è solamente Codroipo. Ecco allora che nell’area del Friuli Centrale si contano ben 18 comuni nei quali l’anno scorso sono nati meno di cinque bambini in tutto l’arco dei dodici mesi. A Comeglians, Dogna, Drenchia, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Grimacco, Lauco, Montenars, Rigolato, Savogna e Stregma è stata toccata quota zero. In sofferenza soprattutto la Carnia e le Valli del Natisone. 


IN GENERALE


Negli ultimi anni si è attenuato l’effetto sulle nascite determinato dalla popolazione straniera. Tale apporto negli ultimi dieci anni tende a perdere di efficacia, mentre aumenta la presenza straniera (oggi pari all’8,6% della popolazione residente totale, contro il 7,6% del 2012) e maturano i processi di integrazione e di adeguamento agli stili di vita. I nati da genitori in cui almeno uno dei partner è straniero continuano a diminuire nel 2022, attestandosi a 82.216 unità e costituendo il 20,9% del totale dei nati. Dal 2012, ultimo anno in cui si è osservato un aumento sull’anno precedente, queste nascite sono diminuite di 25.789 unità. I nati da genitori entrambi stranieri sono 53.079 (26.815 in meno sul 2012) e costituiscono il 13,5% del totale dei nati. L’incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri sul totale dei nati è notoriamente molto più elevata nelle regioni del Nord (19,3%) dove la presenza straniera è più radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (15,1%); nel Mezzogiorno l’incidenza è molto inferiore rispetto al resto d’Italia (5,6% al Sud e 5% nelle Isole). Nel 2022 la regione con la più alta incidenza di nati stranieri rispetto al totale è l’Emilia-Romagna (21,8%). Tra le altre regioni del Nord, quasi un nato su cinque è straniero in Lombardia e Liguria, rispettivamente il 19,9% e il 19,7%; seguono il Veneto (18,9%), il Piemonte (17,6%) e il Friuli-Venezia Giulia (17,5%). 

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 10:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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