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Cappa di inquinamento soffoca ancora il Friuli Occidentale: ecco la mappa dei comuni più colpiti

Martedì 28 Giugno 2022 di Marco Agrusti
Inquinamento
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Qualche buona notizia a dire il vero c’è anche. A livello regionale, ad esempio, l’inquinamento da Pm10 sta complessivamente calando. Lo ha fatto rispetto al 2020. Ma oltre a nuove emergenze che riguardano altre sostanze - e se ne parlerà in seguito - c’è una zona della nostra regione che rimane ancora soffocata da una cappa di smog. È la pianura pordenonese, che non è riuscita a liberarsi da un problema che da tempo la vede quale maglia nera del Friuli Venezia Giulia. E la fascia confinante con il Veneto resta quella più critica. 

I NUMERI

I dati sono stati presentati ieri in Regione dall’Arpa, all’interno della relazione annuale sulla qualità dell’aria. E i numeri peggiori sono tutti in provincia di Pordenone. Sacile, Brugnera, Morsano, Porcia, lo stesso capoluogo. Ecco i comuni nei quali nel 2021 si sono verificati i maggiori superamenti delle soglie di Pm10. L’inquinamento ha sforato per 25,4 giorni a Morsano, per 24 a Sacile e a Brugnera, per 22 a Pordenone e Porcia. Il comune più inquinato della provincia di Pordenone è Osoppo, con venti giorni al di sopra della soglia di 50 microgrammi di Pm10 al metro cubo. Il resto della regione ha valori molto inferiori. In totale, la provincia di Pordenone ha visto sforamenti dello smog per 20 giorni. Lontanissimi gli altri territori: dieci giorni a Trieste, nove a Udine e a Gorizia. 
Per quanto riguarda l’ozono, invece, è tutta la fascia di pianura a soffrire e a rappresentare un problema ancora non risolto. In questo caso al primo posto c’è Gorizia con 34 superamenti nel 2021. Poi vengono Trieste (32), Udine (30) e Pordenone (23). E sempre in relazione ai livelli di ozono, è peggiorata la situazione rispetto alla rilevazione del 2020, la penultima diffusa dall’Arpa. 
Un altro potenziale allarme deriva dalla concentrazione di benzopirene (idrocarburi residui di combustione) specialmente nell’area della Bassa friulana. Sono ancora nei limiti di legge ma stanno aumentando. 


IL COMMENTO


«La relazione per il 2021 conferma che la qualità dell’aria è sostanzialmente buona per la maggior parte degli inquinanti monitorati - spiegano dall’Arpa -; sussistono delle criticità per l’ozono e per il benzopirene limitatamente a zone dove viene utilizzato massivamente legname per il riscaldamento domestico». «Il costante miglioramento della qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia - ha riferito l’assessore regionale Fabio Scoccimarro - è dovuto al perfezionamento dei modelli di produzione dell’industria e degli autoveicoli che generalmente inquinano meno e che non sono ritenuti più l’elemento maggiormente impattante. Sono invece fonti emergenti di inquinamento gli allevamenti intensivi, alcuni tipi di fertilizzanti chimici e il riscaldamento nell’uso domestico. C’è poi un discorso più ampio che riguarda una parte del territorio dell’ex Provincia di Pordenone che, rientrando nel perimetro della pianura padana, segnala alcune criticità che peraltro affronteremo negli Stati generali dell’Alto Adriatico e dell’Europa Centrale sulla sostenibilità ambientale che si terranno a Trieste a novembre. In ottica futura, come ha spiegato l’assessore, c’è in vista il nuovo piano regionale di qualità dell’aria dove saranno previste sia delle forme incentivanti e sia delle campagne di comunicazione rivolte ai cittadini per andare a migliorare quegli aspetti della sostenibilità che vanno ancora corretti». 

Ultimo aggiornamento: 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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