Ex primari curano i poveri: visite gratis per chi ha Isee sotto i 13.000 euro

Lunedì 7 Gennaio 2019 di Susanna Salvador
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PORDENONE - Un flop? Niente affatto. Cambiando ricetta lo Studio medico solidale comincia a funzionare e i numeri degli accessi (poco più di un centinaio in un anno) vanno letti nel modo giusto, come sottolinea da subito Raffaella Campagnutta, una laurea in legge, coordinatrice del progetto. È lei a raccontare i dati sui quali si fonda questo servizio gratuito dedicato alle persone con un Isee non superiore a 13mila euro, che per ora si rivolge esclusivamente ai comuni dell'Uti Noncello (Pordenone, Fontanafredda, Porcia, Roveredo e Zoppola). Ventuno medici in pensione (quasi tutti ex primari), 4 infermiere e altrettante segretarie che prestano la loro opera a titolo gratuito, grazie a una convenzione stipulata tra Ordine dei medici, Comune di Pordenone, Fondazione Bcc e associazione San Pietro apostolo, braccio operativo della Fondazione stessa.

L'amministrazione comunale garantisce gratuitamente l'uso dei locali della struttura di via San Quirino, la Fondazione Bcc ci mette i soldi, tanti: trentamila euro solo per un ecografo che permette esami molto dettagliati, oltre ad altra strumentazione all'avanguardia. L'Ordine dei medici ha il compito di pubblicizzare, soprattutto tra i medici di base, prime sentinelle della salute pubblica, questo servizio rivolto alle persone in difficoltà (italiane o straniere in regola con il permesso di soggiorno), che non hanno la possibilità di pagare il ticket o le visite specialistiche private e vengono indirizzate dal medico di base alla struttura.
«Non ci sono pazienti», «Non hanno richieste».

Dichiarazioni confutate dai numeri degli accessi allo Studio medico solidale, poco più di un centinaio come detto, ma smentite dai dati di questo ultimo periodo. Da quando la stessa coordinatrice si è rivolta alle parrocchie affinché facessero conoscere l'esistenza di questo importante servizio medico, sociale e solidale. Una cassa di risonanza importante e soprattutto funzionante, visto che in una sola settimana a dicembre ci sono state dieci richieste di visite. «Ci siamo mossi in questa direzione e i risultati si vedono - spiega Campagnutta -. D'altronde avevamo messo in conto che il primo anno di vita dello Studio medico solidale sarebbe stato una sorta di rodaggio. Dobbiamo farci conoscere di più, perché sono ancora in troppo pochi a conoscere questo servizio».
Ventun medici specialisti in pensione che visitano gratuitamente i pazienti e possono contare su una struttura con strumentazioni all'avanguardia. Ma invece di avere i centralini intasati dalle richieste, si pensa a come trovare la strada giusta affinché si sappia dell'esistenza dello Studio medico solidale. Perché il problema sembra essere tutto qui: non tutti i medici di base sono informati di questa opportunità riservata a pazienti con un Isee non superiore a 13mila euro. E anche perchè il territorio al quale si riferisce il servizio è troppo stretto: l'obiettivo è di estenderlo ai residenti dell'intera ex provincia. «I sindaci sembrano essere tutti d'accordo - prosegue la coordinatrice - e spero di poter al più presto coinvolgere altri Comuni. Quando il servizio sarà esteso sono convinta che sarà un successo». I volontari stanno muovendosi passo dopo passo, man mano che imparano a conoscere cosa funziona e cosa si potrebbe migliorare. «In Italia ci sono 12 milioni di persone che non si curano perché non hanno le possibilità economiche per farlo - afferma Raffaella Campagnutta -. E noi siamo partiti da questo dato. Tenendo presente questo numero abbiamo lavorato, tanto, per dare vita a uno Studio medico dove professionisti con una carriera di successo alle spalle possano visitare gratuitamente chi non può permettersi di pagare una visita specialistica. E sono sicura che quando il servizio sarà esteso all'intero territorio del pordenonese e sarà conosciuto come dovrebbe essere, sarà un successo».


     Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA