Covid e Green pass, aggressioni e minacce sugli autobus: gli autisti vanno dal prefetto

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Davide Lisetto
Controlli sui bus

È allarme aggressioni del personale sui bus del trasporto pubblico locale. Dopo il grave episodio accaduto a Gorizia dove un dipendente della società è stato colpito da un pugno il sindacato regionale solleva il problema legato alla sicurezza di autisti e controllori e chiede un incontro con le prefetture. Nell’ultimo periodo, in particolare da quando sono state introdotte le nuove regole sull’obbligo del Green pass rafforzato e della mascherina Ffp2 a bordo dei mezzi, anche i dipendenti dell’Atap sono costretti a registrare episodi ormai quotidiani di aggressioni verbali e in qualche caso - per fortuna nel Friuli occidentale non si sono finora registrate situazioni gravi come il fatto di Gorizia - di qualche spintone e di qualche strattonata al personale da parte di qualche viaggiatore che si sentito richiamato perché non indossava la mascherina corretta.


LE DIFFICOLTÀ


Le difficoltà per autisti e controllori (sia quelli interni di Atap, sia gli operatori del controllo della società in convenzione) sono maggiori a bordo dei mezzi. Mentre nei controlli che avvengono da parte del personale “esterno” nei capolinea del servizio di trasporto (nell’autostazione per l’extraurbano, in viale Trento per le corse urbane) solitamente le verifiche non danno origine a battibecchi o scontri. In primo luogo perché, molto spesso, nelle vicinanze dei capolinea ci sono le pattuglie delle forze dell’ordine che sono in grado di intervenire nel momento in cui vengono allertate dal personale della società di trasporto deputato ai controlli. È da precisar che i controllori possono solo verificare i biglietti e non possono fare le sanzioni relativamente al Green pass e alle mascherine obbligatorie. Possono, ovviamente, invitare all’uso corretto e, nei casi in cui il viaggiatore sia sprovvisto del certificato verde, devono sempre chiamare le forze dell’ordine che possono procedere con i verbali e con le eventuali sanzioni. Stessa cosa, ma con maggiore difficoltà, fanno i controllori a bordo dei bus. Spesso però, nel caso in cui si trovi un viaggiatore che non osserva le regole e che magari aggredisce verbalmente, visto che gli episodi possono avvenire in qualsiasi luogo del territorio provinciale non sempre le forze dell’ordine riescono ad arrivare tempestivamente con il rischio che il viaggiatore non in regole scappi. «Più volte – si legge in un comunicato della Fit Cisl Fvg - abbiamo lanciato l’allarme che le nuove misure del Governo, giustamente adottate per combattere la pandemia, avrebbero inasprito una situazione già troppo tesa. Ogni giorno registriamo aggressioni verbali, che spesso solo per la responsabilità degli operatori non sono sfociate in qualcosa di più grave, nonostante i fatti violenti siano sempre più pesanti, come, ad esempio, il pugno a Gorizia. Autisti e controllori – incalza la Cisl - sono purtroppo da soli sui mezzi ad affrontare una situazione molto complicata. Le aziende devono aprire un tavolo sulla sicurezza che coinvolga le organizzazioni sindacali e i prefetti».


IL PRESIDENTE


«La situazione di tensione c’è ed è piuttosto alta. Il personale a bordo - conferma il presidente Atap, Narciso Gaspardo - è più in difficoltà ed è in balia di qualsiasi malintenzionato. Il fatto che non possano fare i verbali e le sanzioni immediatamente, ma siano costretti a chiamare le forze dell’ordine, spesso comporta che chi non è in regola e magari ha anche aggredito verbalmente il controllore si da alla fuga. Servirebbero più sanzioni e un pugno un po’ più duro per evitare che la tensione salga oltre».

 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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