«Il rilevatore russo impazzì: fu così che trovai il radon sul monte Venda»

Sabato 4 Novembre 2017 di Lino Lava
Omero Negrisolo e l'ex base sul monte Venda
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PADOVA - «Era la mattina del 27 marzo 2005 quando ho scoperto il radon nella galleria del Monte Venda. Indagavamo sull'amianto, come per la Marina. Avevamo il sospetto che anche i militari del Primo Roc fossero stati contaminati dalla fibra dell'asbesto. Ma l'amianto non mi convinceva del tutto. E portai un vecchio rilevatore russo sulla radioattività. Ebbene, lo strumento iniziò a fare un rumore pazzesco in determinati posti, soprattutto nelle stanze di piccole dimensioni». La galleria del Primo Roc, dove per anni si è simulata la guerra fredda, era piena di radon.

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Omero Negrisolo, tecnico di prevenzione dell'Arpav, è alla Procura della Repubblica dal 4 novembre 1994. Le inchieste sui morti di amianto in Marina portano la sua firma. Ed è suo il lavoro sulle vittime del radon del Monte Venda che l'altro ieri ha portato alla condanna, per omicidio colposo e lesioni colpose, dell'ammiraglio ispettore capo medico, Agostino Di Donna, ex direttore generale della Sanità militare. Il giudice monocratico Beatrice Bergamasco, lo ha condannato a due anni di reclusione con la sospensione della pena. E, soprattutto, è stato condannato il ministero della Difesa a risarcire le vittime e i familiari...

 
 

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