Sabato 28 Gennaio 2017, 21:56

Orge in canonica, l’ira del Patriarca: «Non sono né preti, né uomini»

Orge in canonica, l’ira del Patriarca: «Non sono né preti, né uomini»

di Daniela Ghio

Angoscia, disappunto e rabbia. Sono queste le sensazioni del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, di fronte allo scandalo che ha colpito la Chiesa di Padova, con alcuni parroci coinvolti in incontri a luci rosse. «Questi sono i miei sentimenti di uomo – spiega il patriarca –, in certi momenti provo addirittura rabbia. Dall’altra parte, c’è l’atteggiamento del vescovo, di colui che si sente responsabile, e che in questa situazione deve fare una...
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5 di 27 commenti presenti
2017-02-13 00:58:20
Il Patriarca deve vergognarsi lui..come si permette di dichiarare "non sono uomini".. non uomini a causa di relazioni umane non concesse dallo Stato della Chiesa? ... il Patriarca è incivile
2017-02-01 10:25:53
Mi sarei aspettato anche due parole per la Curia che non ha fatto niente, sapendo benissimo cosa succedeva.
2017-01-30 14:20:14
I preti hanno certamente sbagliato, come preti e come uomini, in un gorgo di debolezza. Ma il Don Cipolla, non accecato dal peccato, non ha saputo (o voluto?) affrontarlo in modo riservato, seppur severo, come era stato messo nella condizione di fare. Per me, e' più colpevole dei peccatori. Ed ha fatto molto più male di costoro alla Famiglia cristiana.
2017-01-30 14:03:29
un intervento insulso
2017-01-30 07:22:36
vietare le religioni per legge, sono solo il cancro dell'umanità, erano una metastasi nel medio evo e purtroppo la storia sempre si ripete. aveva ragione stalin e purtroppo bisogna ammetterlo. non ha senso insegnare agli uomini la storia del paradiso, di adamo ed eva o di pinocchio e considerarla una verità di cui siamo vittime, insegnare e discutere stupidaggini medioevali di cui nemmeno i preti ci credono più non ha più senso oggi, altrimenti sarebbero loro i primi ad entrare in infermo, peccato che l'inferno è solo una invenzione dell'uomo per sottomettere gli uomini ignoranti e fessi.