Francesca ha cercato disperatamente di difendersi, ha molte ferite alle braccia: la dinamica choc svelata dall'autopsia

Mercoledì 23 Dicembre 2020 di Marco Aldighieri - Marina Lucchin
Francesca Pontin
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PADOVA - È entrata nella stazione dei carabinieri intorno a mezzogiorno e se ne è andata che erano circa le 17. A Roberta Calzarotto, la madre di Francesca e Pietro di 15 e 13 anni, assassinati dal padre, Alessandro Pontin, domenica mattina, sono servite quasi cinque ore per raccontare di sua spontanea volontà al maresciallo la sua vita dopo il primo incontro da ragazza con quello che poi sarebbe diventato suo marito, fino a sabato nel primo pomeriggio quando ha lasciato davanti alla casa di Trebaseleghe i figli.

LA DISPERAZIONE

Provata da un dolore inimmaginabile, la donna, 47enne di San Giorgio delle Pertiche, ha spiegato che non aveva mai avuto alcun segnale di allarme. «Sono stata io a portare i miei figli a casa del mio ex marito. Pensate avrei potuto farlo se avessi anche solo immaginato che potesse far loro del male? Li avrei accompagnati nella casa del loro macellaio?».
I due si erano sposati nel 2005, quando è nata Francesca, poi nel 2007 è nato Pietro e in quel momento qualcosa ha iniziato a vacillare: «Da giovane Alessandro aveva avuto qualche problema con l'alcol. Aveva un rapporto conflittuale con i suoi genitori». E proprio quell'anno i carabinieri intervennero perchè era tornato a casa ubriaco. Un episodio trascurabile secondo gli inquirenti, che non sfociò in nulla, né una denuncia né una segnalazione. Poi la separazione tra il 2010 e il 2011 e la richiesta di divorzio consensuale nel 2015. 
«Quella con mio marito era una relazione tossica - ha spiegato tra le lacrime al maresciallo - tanto che ci siamo lasciati. Ma non è mai stato violento con Pietro e Francesca. Posso dire che era duro con loro, ma non cattivo, magari non era costante nelle visite, ma non avrei mai pensato potesse far loro del qualcosa di brutto. E a loro non ho mai detto nulla di male sul loro papà». 
Ai carabinieri la donna ha ribadito che c'erano state delle tensioni tra loro, specialmente quando lei lo denunciò perché non pagava gli alimenti. Ma le cose si erano risolte quando Pontin riprese a lavorare quest'estate e saldò i suoi debiti con l'ex moglie. All'epoca fu contattata anche dalla nuova fidanzata dell'ex marito, Luciana Zillio, che le aveva chiesto di ritirare la denuncia per non appesantire la situazione dell'uomo, già provato dalla mancanza di un lavoro.
LE INDAGINI

Intanto si fa strada sempre più l'ipotesi che ad armare la mano del padre contro i figli sia stata la depressione e uno stato psichiatrico fragile. All'interno della casa dell'orrore durante la perquisizione i carabinieri hanno ritrovato degli appunti scritti a mano su dei fogli da Pontin. Tutti mi giudicano, Mi sento giudicato dal mondo che mi osserva e mi critica, Vivo nel costante goidizio di tutti e altri pensieri che fanno pensare che l'uomo potesse avere delle manie di persecuzione che possano essere poi sfociate in una depressione che ha portato l'uomo a decidere di uccidere se stesso e i propri figli, per portarli in un luogo migliore.
LA PROCURA

Il procuratore capo Antonino Cappelleri, ieri mattina, è tornato sul duplice omicidio-suicidio di Trebaseleghe per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio sulle presunte possibilità di evitare la tragedia. «L'episodio è stato qualcosa di totalmente imprevedibile - ha dichiarato - e dal punto di vista giudiziario è stato fatto tutto nel pieno rispetto della legge. La signora a maggio di quest'anno ha denunciato il marito perchè non passava gli alimenti ai figli. Poi lui, nei mesi a seguire, ha trovato un impiego, e a novembre ha pagato gli alimenti anche quelli arretrati. A questo punto la signora ha rimesso la querela». 
Il fascicolo era stato affidato al sostituto procuratore Giorgio Falcone, che aveva chiuso le indagini e si sarebbe apprestato a chiedere eventuali misure nei confronti di Alessandro Pontin. Ma con la remissione della querela da parte dell'ex moglie, per legge il fascicolo è stato archiviato. 
«I rapporti tra la signora e l'ex marito - ha proseguito il procuratore - erano assolutamente tranquilli. I rispettivi nuovi compagni erano stati presentati in famiglia e da tutti accettati, anche da parte dei figli. Come i medici - ha concluso - abbiamo dei limiti, non possiamo sempre controllare tutto». 
L'AUTOPSIA

Per venire incontro alla famiglia della madre dei due ragazzi, la procura ha accelerato i tempi dell'autopsia per consentire i funerali dei ragazzi prima di Natale. Così ieri il medico legale incaricato dal Tribunale, Giovanni Cecchetto, ha eseguito l'esame sui corpi prima di Alessandro Pontin, poi di Francesca e infine di Pietro. Accertamenti che si sono conclusi in tarda serata. 
Dalle prime informazioni trapelate si apprende che sul corpo di Francesca ci sono numerose coltellate, comprese alcune anche sulle braccia. 
Segno di come la ragazzina abbia tentato disperatamente di difendersi dai colpi inferti dal padre. Solamente oggi ci sarà un quadro più chiaro dell'esito delle autopsie. Sul corpo di Alessandro Pontin sono stati eseguiti anche gli accertamenti tossicologici. 
Marco Aldighieri
Marina Lucchin 
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Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 15:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA