Uccisa dal padre, il funerale di Dorjana. Il figlio: «Superate i rancori. Io pregherò anche per mio nonno»

Martedì 28 Settembre 2021
Uccisa dal padre, il funerale di Dorjana. Il figlio: «Superate i rancori. Io pregherò anche per mio nonno»

RUBANO (PADOVA) - Ieri pomeriggio in chiesa Michele, il figlio di Dorjana e del marito Galdino, ha trovato la forza per alzarsi dal suo banco e raggiungere l'altare da dove ha voluto lanciare un messaggio, fortissimo, a tutti presenti: «Parlate con chi non sentite da tempo, o con le persone per le quali provate del rancore, solo così si possono superare le incomprensioni». È stato lui che davanti al feretro della mamma, brutalmente uccisa da suo padre e nonno di Michele che per decenni ha covato odio nei confronti della figlia, ha voluto lasciare un messaggio d'amore ricordando ancora una volta, come ha fatto in questi giorni difficili, che il risentimento e l'odio non portano da nessuna parte.


LA COMMOZIONE

E così al termine della cerimonia, prima del rito che accompagna all'esterno il feretro, Michele ha preso la parola: si è alzato e pur con il viso segnato dal dolore ha raggiunto il leggio. Frasi che gli sono venute dal cuore. Nessun biglietto scritto, nessuna traccia preparata in anticipo sotto agli occhi. Soltanto il pensiero di un figlio che nonostante la morte violenta della propria madre, avvenuta per mano di colui che nonostante tutto era suo nonno, vuole guardare avanti. Frasi che ha pronunciato guardandosi attorno. «Grazie, grazie, grazie sono le prime parole che il giovane medico ha detto davanti alle tante persone che si sono ritrovate in chiesa per l'ultimo saluto. So solo dire grazie perché non ci sono altre parole in questo momento per la vostra presenza. Credo che in 28 anni un fatto come questo non si sia mai sentito nella storia di Rubano, e vorrei lasciare un pensiero mio, personale, in questi giorni di tragedia». Raccolta un po' di forza nella voce, segnata dai giorni di dolore, il figlio di Dorjana ha detto ancora: «Il rapporto tra nonno e mamma non era bello, e questo non è stato mai superato da mio nonno. Dentro di lui è cresciuto un odio che non possiamo che definire come un cancro, che lo ha portato ad un gesto terribile commesso in un giorno simbolico, il compleanno di mia mamma». «Ci saremo dovuti ritrovare tutti per festeggiare i suoi 60 anni ha detto ancora, invece oggi siamo tutti qui per dirle addio. Ma quello di cui sono convinto è che il suo gesto di aver aperto la porta significasse la volontà di dare un'opportunità al confronto, di aprire la porta al dialogo».


L'APPELLO

Michele ha poi ricordato che tutto ciò che è accaduto non è certo facile da superare, ma lontano da lui sarà il rancore verso suo nonno. Quel nonno che a ridosso della tragedia si limitava a chiamare Stellio, con cui non aveva pressoché mai avuto rapporti. «Ho chiesto a don Danilo di pregare anche per il nonno ha continuato non porto rancore. Quando tornate a casa pensate anche voi alle persone con cui non parlate da tempo per vari motivi, con cui avete dei rancori e cercate di superare l'odio, il risentimento, fatelo con il dialogo perché ci sia ancora amore». Parole che hanno toccato nel profondo i presenti, che a fatica hanno trattenuto le lacrime e hanno sciolto la commozione in un lungo applauso. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco Sabrina Doni indossando la fascia tricolore. Lei ha voluto affidare un messaggio alla comunità prima di entrare in chiesa: «Sto andando al funerale di Dorjana. Ci vado a nome di tutta la comunità di Rubano perché è soprattutto in questi momenti dolorosi che dobbiamo essere uniti, sostenerci l'un l'altro, sorreggerci per proseguire. Insieme».
Ba.T.

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