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Alla sbarra la banda di albanesi che svaligiava le case: in tre patteggiano 4 anni. La merce rubata partiva sugli autobus per Tirana

Anche gli autisti delle corriere venivano ricompensati per il loro lavoro di "trasporto" con partenza da Noventa di Piave. La base della gang era a Mestre, da lì si muovevano nel Nordest: un mese in una zona e poi si cambiava

Venerdì 23 Settembre 2022 di Marco Aldighieri
Presa la banda di topi d'appartamento
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VIGODARZERE - In un paio di mesi, dal settembre all'ottobre dell'anno scorso, tra furti e tentati hanno messo a segno 44 colpi in abitazioni tra Padova, Venezia, Treviso e Pordenone.
I tre ladri albanesi Shpetim Skenderi di 29 anni, Dilaver Veliu di 27 ed Elson Shera di 33 davanti al giudice del Tribunale monocratico hanno patteggiato una pena di 4 anni di reclusione ciascuno.

I FATTI

La banda aveva la base a Mestre e da lì si muoveva per mezzo Veneto. Ogni mese, dopo aver esaurito la potenzialità della zona, il gruppo si trasferiva per riprendere ad operare da un'altra parte, in modo da correre meno rischi di essere individuato e catturato.
Dall'inchiesta è emerso che la merce rubata veniva poi trasportata in Albania e piazzata a ricettatori locali, avvalendosi di autisti di autobus che fanno la spola con l'Italia, partendo da Noventa di Piave, e che venivano compensati per il servizio.
I malviventi hanno agito in una ventina di casi nel Trevigiano, soprattutto nei comuni di Breda di Piave, Santa Lucia di Piave, Trevignano, Vittorio Veneto, Cappella Maggiore, Arcade e Salgareda. Sei i colpi invece messi a segno tra Padova, Vigodarzere e Saonara. I ladri hanno anche preso di mira abitazioni della provincia di Venezia, specialmente a Pramaggiore, Concordia, San Donà di Piave e Martellago. Ma anche nel territorio di Pordenone come Azzano Decimo e Fiume Veneto. I tre erano finiti nel mirino della Mobile di Venezia, coordinata da Giorgio Di Munno, e incastrati grazie ad intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché a rilevatori Gps attraverso i quali la polizia aveva controllato gli spostamenti della loro vettura.
Il metodo era sperimentato: i ladri albanesi cercavano preferibilmente abitazioni in cui i proprietari non c'erano, per poi forzare la serratura della porta d'ingresso, oppure una finestra praticando un foro nel serramento con un trapano. In alcuni casi erano entrati mentre i residenti erano in casa, riuscendo comunque a non farsi scoprire nell'immediatezza.

IL RISCHIO
Mesi di rimpalli di competenze territoriali e vizi procedurali stavano per rimettere in libertà i tre albanesi accusati dei furti in appartamento.
Ma alla fine la competenza territoriale è stata data a Padova, dove il 16 settembre del 2021 si è consumato il primo colpo, e le indagini sono passate al pubblico ministero Benedetto Roberti. Alla fine i tre sono tuttora in carcere e hanno patteggiato la loro pena.

Ultimo aggiornamento: 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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