L'imprenditore ucciso dalla scarica di sassi: a smuoverli è stato un animale

Venerdì 18 Ottobre 2019
L'imprenditore ucciso dalla scarica di sassi: a smuoverli è stato un animale
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A provocare la scarica di sassi, che ha colpito Tiziano Faccia uccidendolo, potrebbe essere stato un animale: forse un cervo, che è stato poi visto correre lungo il corso d’acqua. Nulla più che un ipotesi al momento. Il costone da cui è avvenuto il distacco è purtroppo noto. Versa in una condizione che ha imposto all’Ente parco di emettere un’ordinanza per chiudere la strada che corre a ridosso. Il cartello di divieto d’accesso chiarisce però che i proprietari dei fondi possono passare, sotto la propria responsabilità. Mentre la magistratura è in attesa di ricevere le relazioni da Spisal e Carabinieri, emerge la prima sommaria ricostruzione dei fatti.
 
FUORI DAL TRATTORE
Pare che Faccia si trovasse tra il carro miscelatore, che stava consegnando all’azienda agricola Patrik Calonego, e il trattore quando è stato colpito dal masso. Quindi all’esterno del mezzo agricolo. Ad essergli fatale una questione di centimetri: il pesante sasso infatti avrebbe prima urtato il mezzo agricolo e solo di rimbalzo l’imprenditore. Ipotesi e circostanze che dovranno essere verificate dalla magistratura che al momento ha aperto un fascicolo d’indagine senza ipotesi di reato, chiamato tecnicamente “atti relativi”. Una cartellina in cui sarà inserito il verbale degli investigatori. «Accerteremo i fatti - ha spiegato il Procuratore di Belluno, Paolo Luca - e poi eventualmente provvederemo alle iscrizioni nel registro degli indagati».
IL CORDOGLIO
Ha suscitato profonda emozione non solo in paese e nel Conselvano, ma in tutto il Veneto, la morte improvvisa di Tiziano Faccia, avvenuta mentre stava effettuando una consegna di un carro miscelatore di sua produzione. «Non mi rendo ancora conto di quello che è successo, è accaduto tutto all’improvviso» racconta tra le lacrime la moglie dell’imprenditore Melania Bortoletto, che ieri è stata all’obitorio a Belluno. «Era tutta la mia vita, stavamo sempre insieme, nella vita coniugale, così come in quella professionale - aggiunge - Tiziano lavorava con grande passione, metteva a disposizione la sua professionalità per gli altri, senza risparmio, per lui i soldi non erano molto importanti e davanti alle difficoltà si affidava sempre al Signore - prosegue Melania, che poi sottolinea - In questo momento la fede mi è davvero di grande aiuto e mi fa sentire Tiziano vicino, sono sicura che ora mi guida dal Paradiso». Una famiglia nota in tutta la bassa padovana, i Faccia: chi li conosce li dipinge come persone cordiali, affabili, ma soprattutto dotate di una grande inventiva. Nei primi anni Ottanta erano stati i tre fratelli Fausto, Luigi (quelli del tanko dell’assalto a piazza San Marco a Venezia) e Tiziano a fondare l’Agm, brevettando un carro miscelatore di mangime per bovini esportato in pochi anni in tutto il mondo, grazie ad una idea nata proprio dai tre. In pochi anni l’azienda, nata in una piccola tettoia è diventata una realtà industriale con 120 dipendenti. «Sono sconvolto, Tiziano oltre che un vicino, collaborava con me in alcune iniziative legate al mondo dell’agricoltura - spiega Emilio Favaro che confina con l’attività di Faccia. «Ho ancora in mente quando, nei primi anni ‘80 un amico comune caricava su un rimorchio tirato da un trattore i carri miscelatori per andarli a consegnare in Lombardia, dove i Faccia hanno avuto i primi grandi successi»

Ultimo aggiornamento: 12:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA