Grand Prix Lattebusche, il via alle gare di sci avverrà il 5 gennaio

Domenica 16 Dicembre 2018 di Silvano Cavallet
Presentazione ieri del trofeo Lattebusche di sci

«Il cinquantesimo è un po’ più in là nel tempo; intanto godiamoci questi 9 anni che mancano. Perché sì, la volontà dell’azienda è di continuare a sostenere questo evento». Ha risposto così, Matteo Bortoli (responsabile marketing e relazioni esterne di Lattebusche), alle sollecitazioni giuntegli nel corso della presentazione, a Pedavena, dell’edizione numero 41 del Grand Prix che porta il nome dell’azienda di Busche. In precedenza, Roberto Bortoluzzi, presidente della Fisi veneta, aveva dichiarato che nell’ambiente nessuno riesce a immaginare il circuito di Baby e Cuccioli senza la presenza dell’azienda feltrina. «Questa rassegna - ricordava Bortoluzzi - continua a presentare numeri importanti che ci consentono di guardare al futuro con buona tranquillità». L’assegnazione per il secondo anno consecutivo a Cortina della finale si inserisce nella prospettiva che porterà ai Mondiali del 2021 e, questo l’auspicio, ai Giochi del 2026.
NUMERI IMPORTANTI
Quanto alle gare - invariata la formula: prima parte con cinque appuntamenti per ogni Circoscrizione, poi le finali - l’esordio sarà affidato al fondo: Belluno-Treviso sarà di scena a Padola il 5 gennaio. L’alpino, invece, prenderà il via il giorno dopo, a Cortina (Belluno Alta) e ad Arabba (Belluno Bassa). Il gran finale, come detto, a Cortina, il 9 e 10 marzo. Quale sia il portato del Grand Prix, è apprezzabile con un semplice calcolo. Una giornata completa vede in lizza (per il solo Bellunese) circa 200 atleti dell’alpino e un centinaio del nordico; ai quali aggiungere tecnici, accompagnatori e familiari. Anche dal punto di vista turistico numeri importarti.
 
ONERE&ONORE
«Per noi è - assieme - un onore e un onere essere stati chiamati a curare nuovamente la finale del Lattebusche - ha spiegato Igor Ghedina, presidente dello Sci Club Cortina -. Onore, perché significa che quanto fatto lo scorso anno è stato apprezzato; onere, perché l’organizzazione con le nuove regole (doppie gare di alpino il sabato e, sempre sabato, la prova di fondo, ndr) è impegnativa. Per fortuna possiamo contare su un’oliata macchina di volontari e sul supporto della civica amministrazione». Il cui saluto è stato portato dal vicesindaco, Luigi Alverà. «Lo sport è sempre una bella occasione per socializzare, massima quando protagonisti sono i più piccini, come nel caso del Lattebusche». Non poteva mancare il saluto della Fisi nazionale. Assente per altri impegni il presidente Roda, è toccato al consigliere Carlo Dal Pozzo ricordare la valenza del Grand Prix. «Basterà pensare - ha detto Dal Pozzo, tradendo la sua inclinazione per gli sci stretti - che tre delle azzurre impegnate nella CdM di fondo a Davos - Anna Comarella, Sara Pellegrini e Lucia Scardoni - avevano gareggiato nel Lattebusche». Le recenti vicissitudini hanno aumentato l’attenzione del governo regionale per il territorio bellunese. Lo ha ricordato il consigliere Franco Gidoni, che ha parlato dei nuovi stanziamenti previsti in bilancio. Il circuito, poi, vuole essere anche un gesto d’attenzione per il territorio della montagna veneta ma bellunese in particolare. «Noi - ha chiosato Bortoli - siamo vicini al circuito nato dall’intuizione di Ivano Giopp anche perché crediamo che rappresenti anche una forma di supporto al nostro territorio. Lattebusche ha 200 aziende agricole in area montana, sicché dire “consumare prodotti Lattebusche significa sostenere questa terra” non è certo un semplice slogan».

 

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