Bob a Cortina, via ai lavori fra le proteste e i controlli. Blindata l’area del cantiere

Lunedì 19 Febbraio 2024 di Angela Pederiva
Bob a Cortina, via ai lavori fra le proteste e i controlli. Blindata l’area del cantiere

CORTINA - I cartelli di avviso, per il divieto di sosta con rimozione del veicolo, sono stati affissi dalla polizia locale: “Dalle ore 06.00 del giorno 19.02.2024 su tutta l’area”. Cominciano infatti questa mattina i lavori per la costruzione della pista da bob nella Conca d’Ampezzo, ma non basteranno i vigili urbani a presidiare il cantiere dell’opera di Milano Cortina 2026.

Vista la contemporanea protesta promossa dalle associazioni ambientaliste, provenienti anche da altre zone del Veneto, è stato predisposto un servizio di ordine pubblico che coinvolgerà in forze il commissariato e i carabinieri.

LA SORVEGLIANZA

L’area dell’intervento, affidato a Impresa Pizzarotti, è stata delimitata dalle transenne arancioni. Da stamani, per un periodo non precisato dalla segnaletica (ma il cronoprogramma dell’infrastruttura sportiva è di 625 giorni), non sarà dunque possibile parcheggiare nel piazzale del dismesso Bob Bar e in località Sopiazes. Di conseguenza rimarrà chiuso pure il parco giochi della zona. All’altezza del bosco di Ronco è annunciata dalle 9, e fino alle 13 secondo quanto comunicato, la manifestazione degli oppositori. Sul posto saranno presenti agenti della Digos in borghese, ma pure poliziotti e carabinieri in divisa. Questa attività si aggiungerà al rafforzamento della sorveglianza in tutto il comprensorio di Cortina d’Ampezzo, già predisposto attraverso un aumento delle pattuglie in servizio, con l’obiettivo di garantire la sicurezza considerato anche il traffico dei mezzi d’opera necessari per questo e per altri cantieri connessi ai Giochi. Timori di viabilità: il presidio dei contestatori, regolarmente autorizzato, si annuncia infatti assolutamente pacifico, ancorché determinato. «Dobbiamo essere tutti pronti per un periodo di mobilitazione e “legittima occupazione”, nonviolenta, ma rigorosa, delle zone in prossimità del lariceto di Cortina», scandisce Mountain Wilderness Italia, alludendo alle 500 conifere secolari di cui è previsto l’abbattimento da parte della ditta incaricata Lgb Forestal Service, a fronte delle 6.000 piantumazioni promesse dalla società committente Simico.

I NUMERI

Le associazioni ambientaliste dell’Alto Bellunese ribattono con i numeri: «L’esbosco attualmente annunciato, benché ridotto col progetto cosiddetto “light”, è pari a metri quadri 19.980 (4-500 piante per la maggior parte larici secolari), a compensazione dei quali è previsto un rimboschimento di soli 4.276 metri quadri in altre zone. Il danno ambientale e paesaggistico risulta evidente dagli scarsi rendering divulgati. Si ricorda a tale proposito che il progetto non è stato mai pubblicamente illustrato ai cittadini come invece era stato promesso». Gruppi e comitati contestano inoltre le cifre della spesa, quantificata dalle istituzioni in 81 milioni, affermando che vanno calcolati pure l’Iva e vari costi accessori, per un totale di «oltre 120 milioni di euro con il rischio concreto di non terminare i lavori in tempo per i Giochi, o di eseguirli male e in modo incompleto, aggravando la già pessima figura fatta dall’Italia a livello internazionale col teatrino “pista sì – pista no”».

IL COMITATO

Sull’utilizzo dello sliding center per le Olimpiadi, l’ultima parola spetterà al Comitato olimpico internazionale. Domani comincerà il quinto incontro della Commissione di coordinamento del Cio per Milano Cortina 2026, guidata dalla norvegese Kristin Kloster. I sopralluoghi e le riunioni andranno avanti fino a venerdì, quando ne saranno resi noti i risultati a Venezia, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo Balbi dal presidente Luca Zaia.

Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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