Discoteche riaperte, Lopalco: «Tamponi a tutti cinque giorni dopo, poi toccherà a concerti e cerimonie»

Lunedì 17 Maggio 2021 di Graziella Melina
Discoteche riaperte, Lopalco: «Tamponi a tutti cinque giorni dopo, poi toccherà a concerti e cerimonie»

Dopo la sperimentazione delle norme anti-covid in una discoteca di Londra il primo maggio, anche l'Italia si prepara a testare il livello di sicurezza in due diversi locali. A Milano in una discoteca al chiuso e a Gallipoli, in Puglia, all'aperto il 5 giugno si ritroveranno circa 2mila giovani. L'idea è della Silb Fipe, l'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo.
Alla stesura del protocollo ha contribuito Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene generale e applicata all'Università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia. «Valuteremo l'efficienza dei metodi di prevenzione - spiega - Potremo così capire se all'interno di un evento di questo genere, con un numero piuttosto consistente di partecipanti, si può sviluppare qualche contagio».

Coprifuoco verso l'abolizione a giugno. Restano i nodi di mascherine, matrimoni e locali al chiuso. Oggi la cabina di regia


È già tutto pronto?
«Siamo ben contenti di poter supportare questo tipo di iniziativa nella nostra regione, abbiamo dato la nostra disponibilità, ma è necessaria ancora un'autorizzazione a livello nazionale. Stiamo aspettando».


La sperimentazione dovrà seguire indicazioni precise?
«Questa iniziativa si svolge sotto l'egida della Società italiana di malattie infettive. Noi diamo tutto il supporto che può servire. Valuteremo l'efficacia delle misure di prevenzione. Le persone che parteciperanno all'evento dovranno ripetere il tampone dopo 5 giorni».

 


Servirà anche il cosiddetto green pass?
«Sì. Si tenga presente che noi abbiamo partecipato anche alla realizzazione di proposte di protocolli specifici basati sul principio del green pass, di essere in possesso cioè di una delle tre prerogative, ossia vaccinazione, avvenuta guarigione o tampone nelle 48 ore precedenti, per accedere ad eventi come per esempio una grande cerimonia, un concerto, le discoteche. Tutto finalizzato ad una ripresa di queste attività nel massimo livello di sicurezza».


Proprio in questi giorni il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, ha dichiarato che il governo valuterà come estendere il pass anche ad altri servizi.
«In Puglia abbiamo lavorato nella direzione indicata dal ministro Gelmini. Ora speriamo che molto presto vada in porto la certificazione secondo lo standard europeo, che vale per tutta Italia e per tutta Europa. L'Italia, fra l'altro, è una delle nazioni che per prima ha aderito al green pass».


Ma intanto come vi state organizzando?
«In questo momento, abbiamo messo a disposizione degli utenti una sorta di green card regionale. Sul sito della Regione Puglia è attiva una pagina dove si può scaricare o il certificato vaccinale o quello di avvenuta guarigione, oppure se è stato fatto un tampone presso i laboratori accreditati è possibile stampare il risultato del test».


E a cosa serve?
«Noi lo abbiamo fatto nel periodo in cui per spostarsi da una regione arancione o rossa era necessaria una di queste certificazioni. In questo momento, il servizio rimane in piedi perché se dovesse essere in qualche modo accolta dal governo la possibilità di attivare alcuni settori economici con l'utilizzo di queste certificazioni, noi così le abbiamo già».


Poi però farà fede solo quello europeo?
«Le indicazioni dovrebbero arrivare la seconda metà di giugno. Intanto si sta lavorando per essere pronti ad allineare i nostri dati con quelli richiesti dalla certificazione europea. Sarà un problema puramente informatico».


Vi preoccupa l'idea di dover garantire la seconda dose del vaccino a chi viene da voi in vacanza?
«Assolutamente no. Questo è un tema al quale siamo molti interessati. Le presenze in Puglia nel periodo estivo contano milioni di persone e noi non vogliamo che l'appuntamento per la seconda dose possa diventare un deterrente».


E come farete?
«Lo scoglio maggiore è legato soprattutto alla distribuzione delle dosi. C'è un problema logistico dovuto allo spostamento di qualche centinaia di migliaia di fiale da una regione all'altra. E poi va superato il problema della comunicazione alla asl di appartenenza della avvenuta profilassi. Sono però solo questioni tecniche, risolvibili investendo tempo e risorse. Ma credo che in questo momento siano una priorità».

Ultimo aggiornamento: 18:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA