Il toro voleva difendere il vitellino appena nato: ucciso il veterinario. Incornato e sbalzato di 30 metri

Martedì 20 Novembre 2018 di Olivia Bonetti
Paolo Casarin
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BELLUNO - Lo ha incornato ripetutamente, sbalzandolo per 30 metri lontano dalla sua creatura, denudandolo e lacerandogli addome e petto. Poi gli è rimasto accanto, non facendo avvicinare nessuno. Era una furia il toro di due anni che ieri ha ucciso un veterinario che si era avvicinato al vitellino appena nato.

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Paolo Casarin, 52 anni di Ponte nelle Alpi (nato a Venezia), padre di 4 figli, fondatore del poliambulatorio veterinario di Belluno, ne andava fiero. Lo adorava, lo immortalava in video che faceva vedere agli amici. I bambini si avvicinavano. Il suocero lo coccolava, gli dava le mele. Ma Paolo è stato ucciso proprio da quell'animale che tanto amava. A ritrovarlo a terra, vicino al recinto del toro, la suocera, titolare dell'azienda agricola di Cet, frazione di Belluno dove verso le 16 è stata scoperta la tragedia.

 

«Non ho udito nulla, nessuna richiesta di aiuto, nessun grido - racconta ancora sotto choc Annamaria Centenari -. Ero dentro casa e quando sono uscita, purtroppo, era troppo tardi». «Sono arrivati subito ambulanza, elicottero, vigili del fuoco, ma non c'era più nulla da fare - prosegue -. Lui era morto, c'era sangue ovunque, sembrava che quella bestia gli avesse cavato il cuore».

I soccorsi e i rilievi non sono stati semplici: l'animale era ancora vicino all'uomo e alla mucca e al suo vitellino: era pericoloso, ancora molto nervoso. È dovuto intervenire il veterinario della Asl che lo ha sedato. Sono intervenuti gli agenti della Volante e i colleghi della Scientifica. Sul posto anche i tecnici dello Spisal, per accertare la vicenda. Casarin non era lì per lavoro: era una sua passione quella dei bovini che teneva nell'azienda della suocera, per poter garantire prodotti naturali alla famiglia. 

L'INCHIESTA
Solo dopo diverse ore, dopo le 18, è stato possibile rimuovere la salma, dopo l'esame del medico e il via libera del magistrato di turno Marco Faion. Tutta l'area dove è avvenuto l'incidente, compreso l'animale, è stata sottoposta a sequestro e la salma è a disposizione della magistratura. Quel toro fino a ieri non aveva mai dato problemi: non è stato ancora deciso nulla sull'eventuale abbattimento dell'animale.

«Paolo l'ho visto per l'ultima volta all'ora di pranzo - racconta la collega di lavoro Daniela Nitti -. Andava tutti i giorni a vedere questi animali a Cet. Domenica era nato il vitello e era tanto contento: era un grande appassionato di tutto quello che è natura, ma proprio la natura lo ha tradito. Non bisogna sottovalutarla. È successo qualcosa di imprevedibile, per cui questo toro, di cui lui andava fiero e mostrava a tutti in alcuni video, lo ha ucciso in questo modo».

IL LAVORO
Con la collega Daniela Nitti, Casarin lavorava nello poliambulatorio veterinario di via Feltre, 244 a Belluno. «Ci occupiamo di piccoli animali - spiega la veterinaria - L'ambulatorio era stato fondato nel 1995 da Paolo, con mio marito Alberto Tona, anche lui mancato prematuramente per malattia una decina di anni fa». L'ambulatorio in questi giorni sarà chiuso per lutto. «Ci prendiamo tempo, per capire, per i funerali - dice la Nitti- poi però bisogna andare avanti. Riapriremo, l'ambulatorio andrà avanti». Il dottor Casarin, apprezzatissimo veterinario, come si legge dalle recensioni sui social di persone che lo ringraziano per aver salvato il loro animale aveva anche uno studio a Lentiai, in via Piave. «Era un punto di riferimento per i clienti ma anche per noi veterinari del Bellunese», afferma Eros Pezzei, presidente dell'Ordine dei veterinari di Belluno.

Chiusi nel dolore, nella casa di via dei Zattieri, dove vive la famiglia Casarin, la moglie Michela e i 4 figli del dottore, tutti minorenni, con età dai 9 ai 17 anni: Agata, Damiano, Francesco e Marco. 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA