"Roulette russa" al passaggio a livello. Sempre chiuso, si cerca di attraversare

Giovedì 8 Novembre 2018 di Davide Tamiello
Studenti in coda in attesa del passaggio a livello. Accade sempre più spesso che qualcuno decida di tagliare i tempi attraversando a sbarra abbassata
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Il passaggio a livello di via Giustizia ha la capacità di fermare il tempo, ma in questo caso non è decisamente motivo di vanto. Trenta, quaranta, cinquanta minuti in attesa che quella sbarra si alzi per dare il via libera a chi deve uscire da quel vicolo cieco. Una pausa forzata che per i cittadini si traduce in una catena di dannosi ritardi: al lavoro, a scuola, a un qualsiasi appuntamento. Ma non è solo una questione di disagio, il problema riguarda anche la sicurezza. Perché un automobilista non ha alternative: spegne il motore e aspetta. Qualche imprecazione, un paio di sigarette all’aperto, ma con l’anima in pace di chi sa di non avere scelta. I ciclisti, invece, soprattutto se studenti che rischiano di dover entrare alla seconda ora, raramente rimangono al palo. I più, infatti, provano a passare comunque a sbarra abbassata. Come successo l’altra mattina, quando il passaggio a livello è rimasto blindato per oltre mezz’ora, e i ragazzi hanno iniziato a sfilare sotto alla sbarra biciclette alla mano in un limbo da roulette russa. «Siamo stufi di questa situazione - attacca Paolo Favaretto, titolare della Carrozzeria Moderna di via Giustizia - continuiamo a essere ostaggio di un passaggio a livello. Non si può andare avanti così: erano state fatte delle promesse, avevamo stretto degli accordi. Che cosa ne è stato? Finora la più classica delle lettere morte». Chi è in bicicletta, in caso di passaggio chiuso, dovrebbe tornare indietro verso il sottopasso ciclopedonale di via Trento se arriva da Mestre, oppure deviare sul cavalcavia della Giustizia per andare in centro. Ma facendo un giro lunghissimo. 
Fino a qualche anno fa via Giustizia era il collegamento con la stazione, poi il secondo passaggio a livello è stato chiuso e ora c’è solo il tunnel ciclopedonale. Per uscire è obbligatorio fare inversione. Nel 2016 Comune e Rfi avevano firmato un protocollo di sicurezza per far fronte almeno alle situazioni di emergenza. Perché quando bisogna correre, in caso di malori, incendi o altri allarmi, anche un singolo minuto può fare la differenza. Il summit con gli operatori di sicurezza (polizia locale, vigili del fuoco, Suem e polizia ferroviaria) aveva deciso che le ambulanze avrebbero potuto attraversare il passaggio pedonale rimuovendo temporaneamente i paletti. Al protocollo si sono aggiunti degli elementi che prevedevano ulteriori misure: un numero privato per far alzare il passaggio livello in caso di necessità, attacchi per i vigili del fuoco in caso di intervento. «Stiamo ancora aspettando questi interventi - continua Favaretto -. Al momento non è stato fatto nulla e noi continuiamo a essere blindati a casa nostra». 
Quel passaggio a livello eterno è un deterrente che non fa il gioco delle attività della via. A questo si aggiunga poi le frequentazioni poco raccomandabili, tra spacciatori e tossicodipendenti che si danno il cambio nello stabile abbandonato dell’ex segheria e i problemi di pulizia degli spazi pubblici. «Ultimamente - conclude Favaretto - abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di fare da noi. I residenti si sono armati di palette e sacchi e hanno provveduto alla raccolta di immondizie e al taglio dell’erba, visto che chi dovrebbe provvedere in questi ultimi mesi non si è fatto vedere». Ultimo aggiornamento: 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA