Imprenditore investe 4 milioni di euro in Romania. Truffato e risarcito dopo dieci anni

Domenica 16 Settembre 2018
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 Padova - Ci sono voluti quasi dieci anni. Ma alla fine è riuscito ad ottenere giustizia da un tribunale romeno. I suoi ex soci sono stati condannati a risarcirlo. Silvano Zanon, ottantenne pensionato padovano, con un passato da imprenditore agricolo, aveva investito la bellezza di quattro milioni di euro in un’operazione immobiliare in Romania. Ma era stato raggirato dai due compagni di avventura. Dopo un lungo conflitto di natura giurisdizionale risolto in favore del paese dell’Est Europa, il procedimento penale è andato avanti in maniera spedita. E Zanon, assistito dall’avvocato Barbara Cotrufo, ha visto riconosciute le sue aspettative risarcitorie.
 Il Tribunale di Arad ha condannato gli amministratori della società Valdorf Srl, il padovano Valter Di Sigismondi, 55 anni, e il romeno Iancu Dorel, a pagare 800.000 euro al pensionato. Il verdetto è stato tra l’altro confermato in sede di appello anche dal Tribunale di Timisoara. Gli ex soci di Zanon erano accusati di truffa e falso materiale per fatti risalenti al lontano gennaio 2009. Valter Di Sigismondi e Iancu Dorel, amministratori della Valdorf Srl, società con sede legale ad Arad, di cui la vittima deteneva il 20% delle quote, avrebbero disposto con una delibera assembleare la cessione a titolo gratuito del capitale sociale della stessa alla Villdia Trans International Srl senza darne comunicazione al socio. Nel documento avrebbero falsificato la sottoscrizione dell’81enne. Con quest’operazione i due avevano sostanzialmente azzerato il capitale della Valdorf - un immobile adibito a centro commerciale, su un terreno di proprietà della stessa società, con un’estensione di 10.500 metri quadri - trasferendolo alla Villdia, di cui Di Sigismondi e Dorel erano soci e amministratori. L’investimento non era poi andato a buon fine. Inaugurato in pompa magna, il centro commerciale era stato chiuso dopo appena sei mesi, a fronte di una gestione disastrosa.
Sull’immobile, oggi in stato di abbandono, la Procura di Arad aveva disposto il sequestro giudiziario. Il centro commerciale, ceduto al prezzo di quattro milioni di euro, non era mai stato effettivamente pagato. Zanon ha rischiato seriamente di restare con il classico pugno di mosche in mano. Perché, dopo aver denunciato i due soci in entrambi i Paesi è rimasto a lungo in attesa di sapere in quale sede si sarebbe celebrato il processo. In suo aiuto è arrivato il decreto legislativo 29/2016, ovvero la norma che risolve i conflitti di natura giurisdizionale. In caso di procedimenti paralleli, le due autorità giudiziarie competenti devono infatti confrontarsi tra loro e stabilire di comune accordo chi dovrà procedere. Inghippo risolto dalla Corte d’Appello di Venezia che ha attribuito la competenza al Tribunale di Arad. Da quel momento il processo si è concluso in tempi estremamente rapidi. E ora Silvano Zanon può finalmente avviare le procedure esecutive per il recupero delle sue spettanze.
Luca Ingegneri © RIPRODUZIONE RISERVATA