Schiacciato da una pressa, la moglie dell'operaio: «Devo dire alla nostra bimba di 7 anni che papà non rientrerà»

Venerdì 2 Dicembre 2022 di Denis De Mauro
Infortunio sul lavoro, Marco operaio morto dopo essere stato schiacciato da una pressa

SACILE - «Era un papà affettuoso, trovava sempre la parola giusta al momento giusto». Via Padova è una laterale della statale 13, ci entri e il rumore della Pontebbana è subito distante, attutito dalla tranquillità di una zona residenziale ricca di verde e di belle abitazioni. Tra queste, un gruppo di bassi ed eleganti appartamenti semi nascosti tra le piante e che celano a loro volta un cortile interno regolato e attraversato da un dedalo di viuzze che conducono a piccoli portoncini bassi come i muri che li sorreggono e che non hanno il compito di difendere, ma solo di definire gli spazi di ognuno. In una di queste casette ieri sera ad ora di cena una mamma camminava nervosa per la stanza illuminata solo dal caminetto. Aspettava l'arrivo della figlia di soli 7 anni e alla quale doveva spiegare l'impossibile. Papà che solo poche ore prima era uscito per recarsi come sempre al lavoro, stavolta non era rientrato, non era lì ad abbracciarla. Non rientrerà e non la riabbraccerà mai più. Un concetto difficile da capire a 7 anni, la morte. Compito che un genitore non dovrebbe mai avere, quello di spiegare al proprio figlio un'assenza destinata a ferire così profondamente, a lacerare un cuore troppo giovane per accettare quel furto d'amore. Sabina ha avuto anche questo compito, ulteriore, insostenibile peso da aggiungere alla perdita del compagno con il quale conviveva ormai da anni e aveva messo al mondo quella bambina oggi orfana a causa del lavoro.


LA TEMPRA
Cerca di farsi forza Sabina, di non piangere, ma è difficile e anche ingiusto non farlo. Ha poche parole, aspetta il rientro della figlia, forse in testa le girano vorticose e confuse le parole da spingere fuori da una bocca che invece vorrebbe solo urlare, conscia che nessuna parola sarà veramente capace di attutire il duro colpo. Lei stessa del resto non sa darsi una spiegazione valida alla tragedia che la sta investendo «Al lavoro, al lavoro» ripete più volte comprensibilmente frastornata dal dolore «Questa mattina ci siamo salutati» poi le mancano le parole per descrivere una cosa che la testa e il cuore faticano ancora a concepire, dopo tante ore dalla disgrazia. Il suo compagno la mattina non è uscito per andare in guerra, era andato a lavorare e non si dovrebbe morire per questo. C'è l'idea di una profonda ingiustizia, nelle frasi lasciate a metà da Sabina. Marco portava un cognome molto diffuso dalle nostre parti, Pessotto. Viveva una vita tranquilla, «Era appassionato di moto» ricorda Sabina, come tanti altri di queste zone, lavorava nel settore del legno, in un mobilificio della trevigiana Colle Umberto. Non era un ragazzino che va a dormire tardi la sera e il giorno dopo sul lavoro è distratto.


GLI ACCERTAMENTI
Ma saranno le indagini a chiarire cosa sia accaduto. Lui sembrava perfino potercela fare in un primo momento. Era grave, certo, ma era sopravvissuto al pesante macchinario che gli aveva schiacciato gambe e bacino. Troppo grande quella macchina, troppo gravi le offese subite: il sacilese è spirato poco dopo che l'elicottero lo ha consegnato ai medici. «Era un papà affettuoso», ricorda la compagna Sabina con gli occhi lucidi «Sapeva trovare la parola giusta al momento giusto», una bella cosa da dirsi per descrivere il proprio compagno perchè svela delicatezza, amore e gentilezza, capacità di confortare. Qualità che non sono comuni e che Marco riservava alle sue due donne. Marco Pessotto era anche una persona di compagnia. Senti Sabina parlarne e ti fai l'idea di uno buono, un viso che ti sorride. Di un papà che resterà nel cuore della sua bambina che a soli sette anni è già costretta a dirgli addio perchè nel 2022 in Italia capita ancora di uscire di casa al mattino per andare a lavorare e di non tornare più, lasciando solo lacrime e dolore in chi rimane.
 

Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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