Morta per aver rifiutato la chemio, i giudici: non c'era nessun obbligo

Eleonora Bottaro

di Marco Aldighieri

PADOVA - "Non vige nell’ordinamento una regola che imponga ai genitori di educare i figli secondo i principi culturali dominanti”. È il cardine sui cui si fondano le motivazioni della sentenza di proscioglimento dei coniugi Lino Bottaro e Rita Benini. I genitori di Eleonora, la ragazza di Bagnoli di Sopra nel Padovano, morta per non essersi sottoposta alla chemioterapia. Papà e mamma erano finiti davanti al Gup Mariella Fino del Tribunale di Padova, accusati di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Ma da quell’udienza preliminare del primo dicembre dell’anno scorso, ne sono usciti da innocenti e in lacrime. Ecco le motivazioni che hanno portato al proscioglimento.


 
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Martedì 27 Febbraio 2018, 06:35






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5 di 52 commenti presenti
2018-02-27 15:33:50
Perche' piuttosto non ricorda che con le cure chemioterapiche le probabilita' di sopravvivenza si aggirano attorno al 90%, mentre con le praticonerie alternative come quella seguita da questa ragazza la possibilita' di sopravvivere e' dello 0 (zero)%?
2018-02-27 13:05:48
La scelta sulla propria salute è e deve essere individuale. E in medicina si considerano in grado di decidere autonomamente anche i minorenni che abbiano superato i 14 anni di età'. Ma ogni scelta deve essere consapevole per poter essere considerata una scelta libera. La ragazza era consapevole che la sua scelta le dava lo 0% di possibilita' di guarire e la certezza assoluta di morire in pochi mesi, mentre con le cure chemioterapiche avrebbe avuto il 90% di possibilita' di guarigione? Ho seri dubbi che lei avesse la consapevolezza della sua scelta.
2018-02-27 18:00:00
E' facile: i dati parlano di sopravvivenza a 5 anni intorno al 90%. Quindi quelli che non ce la fanno sono circa il 10%. Dati statistici forniti dalle società di ematologia e oncologia. Dia lei le fonti dei suoi dati se ne ha di diversi.
2018-02-27 09:50:47
Un plauso ai giudici
2018-02-27 09:07:49
il fatto è che la ragazza non era poi tanto ragazza ma era maggiorenne. quindi poteva fare quello che voleva. non credo che i genitori, se lei era contraria, avessero potuto obbligarla. se poi parliamo di lavaggio del cervello allora quello è un altro discorso ed i giudici dovrebbero condannare senza riserve, ad esempio, il rom che sta lavando il cervello ai figli dopo aver picchiato il professore.