"Suk Venezia", retata della Finanza
in centro contro i venditori abusivi

PER APPROFONDIRE: griffe, guardia di finanza, marchi, venezia
"Suk Venezia", retata della Finanza  ​in centro contro  i venditori abusivi
VENEZIA - Durante lo scorso fine settimana, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, con il supporto del Reparto Operativo Aeronavale del Veneto, ha attuato un piano straordinario di controllo economico del territorio nel centro storico di Venezia, contro la vendita di prodotti contraffatti, l’abusivismo commerciale e la commercializzazione di merci pericolose o insicure, in linea con le direttive della Prefettura.

La città lagunare è stata suddivisa in due grandi aree di intervento, all’interno delle quali centocinquanta finanzieri, utilizzando anche sei imbarcazioni, hanno perlustrato a tappeto tutto il territorio, attuando una vera e propria opera di bonifica ed una parallela attività info-investigativa, al fine di attaccare su più fronti il fenomeno della vendita di merce contraffatta sul territorio veneziano.







Il piano straordinario di controllo del Centro storico di Venezia, nel corso di 120 interventi repressivi, ha consentito di identificare e fermare 85 soggetti, soprattutto di nazionalità bengalese e senegalese, di cui una decina deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto intenti alla vendita di borse contraffatte ovvero illegittimamente presenti sul territorio nazionale.

Durante i controlli, sono stati sequestrate penalmente alcune centinaia di borse riportanti marchi contraffatti delle note griffe Chanel, Prada, Kors, mentre sono stati complessivamente posti sotto sequestro amministrativo circa duemila articoli privi dei requisiti di sicurezza e conformità richiesti dalla legge, tra aste per monopod, freccette luminose, palline antistress, ecc.

I controlli, effettuati soprattutto da pattuglie in borghese, sono stati eseguiti mediante un dispositivo dinamico e asimmetrico, adatto alla complessità urbanistica della città, e sono stati svolti nella massima discrezione, al fine di garantire la tranquillità dei numerosissimi turisti e residenti presenti e, al tempo stesso, al fine di ottenere la massima efficacia nell’azione di controllo.







Nella zona di Riva degli Schiavoni, i “Baschi verdi”, giunti da diverse direttrici anche a bordo delle imbarcazioni, hanno costretto alla fuga i numerosi venditori presenti convogliandoli in un vicolo cieco, dove l’identificazione dei fuggitivi ed il sequestro della mercanzia è stato effettuato in sicurezza. In un’altra occasione, un venditore di merci contraffatte, in zona Calle XXII Marzo, ha tentato di opporsi al controllo ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per resistenza a Pubblico Ufficiale. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire la “filiera del falso” e ad individuare i canali di produzione ed approvvigionamento della ulteriore merce contraffatta sequestrata.

Proprio grazie alla pregressa attività info-investigativa, sviluppata mediante pedinamenti e appostamenti, nel mese di agosto è stato individuato, nel Centro storico di Venezia, un negozio gestito da un cittadino cinese che poneva in vendita borse contraffatte.

I militari, perquisendo il locale commerciale ed elaborando nell’immediatezza le informazioni acquisite, riuscivano a risalire l’intera filiera del falso, individuando due laboratori di produzione a Sesto Fiorentino (FI), sempre gestiti da cittadini di etnia cinese. La perquisizione dei “Baschi verdi”, eseguita all’interno dei laboratori, consentiva di rinvenire e sottoporre a sequestro circa 1500 borse in vera pelle Stella McCartney - modello “Falabella”, di pregevole fattura, quasi 300.000 pezzi tra semilavorati, accessori e relativa minuteria metallica, nonchè decine di rotoli di pelle, macchinari, cartamodelli, stampi in ferro, utilizzati per la produzione ed il confezionamento dei beni contraffatti.

Dall’inizio dell’anno, la complessiva azione di contrasto in materia di contraffazione, sicurezza prodotti e tutela del “Made in Italy”, svolta dalla Task-Force Anticontraffazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, ha portato alla denuncia alla Procura della Repubblica di circa duecento persone ed al sequestro di oltre quattro milioni di articoli, tra prodotti contraffatti o non sicuri per i consumatori.
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Lunedì 21 Settembre 2015, 15:05






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5 di 31 commenti presenti
2015-09-22 02:05:31
vuoi dire la polizia municipale di venezia, quella formata in gran parte da panzoni lenti, non addestrati e non armati? ricordiamoci che (almeno quello ven eziano) è un corpo più amministrativo che altro, un'azione "fisica" come quella fatta dalla finanza non rientra tra le loro capacità
2015-09-21 21:42:45
ma finora tutti sti finanzieri dov'erano imboscati? c'è voluto un nuovo sindaco per smuovere qualcosa? allora facciamo una bella denuncia anche ai sindaci precedenti per palese menefreghismo nello svolgere il loro compito.
2015-09-21 21:18:55
Dillo al nuovo sindaco... Oltre a tutto quello che vedi chiaramente per la strada, c´é una speculazione immobiliare strisciante e inarrestabile di chi, non veneziano o ex veneziano, ha capito che a Venezia compri un buco, ti fai la residenza(finta, tanto chi ti controlla), fai un affittacamere(finto) e poi ti fai i milioni(veri). Aspettiamo solo il decreto di espulsione per i residenti..."Veniceland", come un parco giochi ma in piú sporco e tutto abusivo. Saluti, cmq concordo pienamente ma ormai esiste solo i schei...
2015-09-21 21:18:52
dopo 50 anni che la frequentavamo abbiamo detto basta! Eravamo esasperati da tanto passagio ma soprattutto lungo la battigia si tollerava di tutto. Siamo andati verso Trieste e la' era tutta un'altra cosa. Da rilassarsi. Se c'e la volonta di cambiare si trovano i mezzi come si e' visto e i cittadini sono contenti
2015-09-21 20:42:57
Se pensate che il danno,che questi signori fanno all'Italia,e quindi a noi,e' di 40 miliardi l'anno,altro che un blitz ogni tanto,questo e' da farsi tutti i giorni.Purtroppo pero, tra i buonisti e quelli che hanno tolto il reato di immigrazione clandestina ( vedi PD e 5 Stelle ),lo sforzo delle nostre forze dell'ordine e' quasi impari.