Cina, a 11 anni svuota il conto del padre giocando a un videogame: «Volevo aumentare di livello»

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A 11 anni svuota il conto del padre giocando a un videogame: «Volevo aumentare di livello»

di Federica Macagnone

Lo choc è arrivato tutto in una volta quando è andato in banca a prelevare denaro. Solo in quel momento Li Hui ha scoperto di non avere più neanche un soldo e che il suo conto era stato prosciugato nell'arco di soli tre mesi: i 5.000 euro che rappresentavano tutti i risparmi accumulati in una vita di sacrifici si erano volatilizzati. Per scoprire come, c'è voluto poco: da una rapida verifica della banca è emerso che il numero del suo conto era stato collegato al videogame on line Honours of Kings, che ha oltre 200 milioni di utenti registrati nel mondo, e utilizzato 207 volte per acquistare 55 personaggi, armi e altri accessori utili per avanzare man mano nei vari livelli del gioco. 

A quel punto individuare il colpevole è stato come fare due più due: il piccolo Xiao, il figlio undicenne di Li, si era da tempo appassionato a Honour of Kings e, come ha ammesso lui stesso una volta smascherato, aveva finito per diventarne dipendente. Padre e figlio, che vivono a Shenzhen, una delle città più grandi e più costose della Cina sudorientale, sono stati intervistati da Shenzhen Television, ai cui microfoni Xiao ha consegnato la propria confessione: «Un mio amico mi aveva dato un telefonino per poter giocare insieme. Io volevo solo aggiornare il potere delle mie armi ogni volta che perdevo. Poi, pian piano, ho cominciato a comprare le "pelli" che consentono ai personaggi di cambiare aspetto. Ho comprato 55 personaggi, ma solo pochi erano gratuiti. Solo per il vestito di "Li Bai" ho speso 65 euro, mentre l'acquisto più costoso è stato di 120 euro». 

«Avevo lavorato molto duramente per mettere da parte quei soldi - ha detto il padre - e quando ho scoperto tutto mi sono arrabbiato molto: ho preso il telefonino di mio figlio e l'ho distrutto». Prima che il piccolo Xiao possa riaverne in mano uno passerà sicuramente molto tempo.
L'unico lato positivo della vicenda viene da Tencent QQ: la società di messaggistica, tramite la quale Xiao accedeva al gioco, ha detto di aver sospettato che quelle transazioni potessero essere state effettuate da un minorenne e ha dichiarato che rimborserà parte del denaro a Li Hui.
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Giovedì 15 Giugno 2017, 17:19






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1 di 1 commenti presenti
2017-06-16 09:19:08
panzane cinesi. come fa il figlio a collegare il conto anche sapendo il numero? e le password?