Giorgia, nata contro ogni previsione
supera anche un difficile intervento

Giovedì 27 Agosto 2015 di Federica Cappellato
La piccola Giorgia
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Giorgia è una forza della natura. È nata prematura dopo tre cicli di procreazione medicalmente assistita e tre aborti spontanei. La sua mamma soffre di una grave forma di endometriosi, riconosciuta invalidante per l'80% dallo Stato. Endometriosi e gravidanza fanno a pugni, e Giorgia è incredibilmente venuta al mondo dopo un concepimento naturale. Mamma Viviana ha 30 anni e dopo due laparoscopie le dicono che anche con la fecondazione assistita incontrerà serie difficoltà ad avere figli. In realtà con la procreazione in vitro riesce a iniziare tre gravidanze, purtroppo però tutte interrotte per assenza di battito tra la settima e la decima settimana.

Colpa dell'endometriosi, malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell'utero (cioè l'endometrio) in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, intestino. Questo provoca sanguinamenti interni, infiammazioni ricorrenti, tessuto cicatriziale, aderenze e soprattutto infertilità. Dopo tanti tentativi falliti Viviana sospende le cure per ristabilirsi psicologicamente e fisicamente, la sua endometriosi peggiora ma a dicembre scorso a sorpresa rimane incinta. Lei e il marito concepiscono in modo naturale, senza l'aiuto della scienza.

Viviana è seguita dal dottor Pietro Litta della Clinica di ginecologia e ostetricia dell'Azienda ospedaliera, diretta dal professor Gianni Nardelli. È lui ad avvertirla che la creatura che porta in grembo - una bambina - potrebbe, a causa della malattia, nascere prematura. Il 5 agosto Viviana, che ormai ha imparato ad "ascoltare" la sua bimba in pancia, si accorge che qualcosa non va, non la sente muovere come al solito. Il giorno seguente si reca in Clinica e qui si accorgono che la bambina ha seri problemi all'intestino, che risulta pieno di liquido. La diagnosi la compie il professor Donato D'Antona: Giorgia è grave, devono farla nascere a 32 settimane, contro le canoniche 40.

Viene così alla luce alle 20.30 con parto cesareo effettuato dallo stesso Litta e dalla collega Alessandra Andrisani, a mezzanotte dello stesso giorno viene operata dalla dottoressa Patrizia dall'Igna dell'équipe di Chirurgia pediatrica diretta da Piergiorgio Gamba: le asportano il 70% dell'intestino; tolti 20 cm di necrosi, i due lembi sono ricuciti per evitare di doverle applicare il drenaggio esterno.

«Ore drammatiche e anche i giorni successivi, ma Giorgia è la dimostrazione che nella vita i pregiudizi sono peggio delle sentenze: Giorgia è la dimostrazione che la forza di volontà può fare miracoli», commenta Cristina Bernardi, presidente dell'associazione Sos Pma che da tre anni sostiene Viviana ed ora sta gioendo insieme a lei per questo inaspettato, e sano, fiocco rosa. «Questa storia a lieto fine mi rende molto orgogliosa perché molti pensano che noi spingiamo le coppie ad accanirsi a tutti i costi nella ricerca di un figlio quando in realtà - riflette Bernardi - ci occupiamo di accogliere e dare supporto soprattutto psicologico a chi difronte ad eventi così devastanti rischia di cadere nella disperazione e di rinunciare a qualunque progetto di vita. Viviana e la sua bambina sono la testimonianza che anche la scienza può sbagliare e che la vita può riservare sempre sorprese».

Giorgia oggi pesa 1,7 kg ed è considerata fuori pericolo.

Ultimo aggiornamento: 20:26