Dal triste rugby dell'era Covid sboccia la meravigliosa finale Inghilterra-Francia: 22-19, inglesi aiutati dall'arbitro Highlights

Lunedì 7 Dicembre 2020 di Paolo Ricci Bitti
Dal triste rugby dell'era Covid sboccia la meravigliosa finale Inghilterra-Francia: 22-19, inglesi aiutati dall'arbitro Highlights

Una finale da non cavare gli occhi dallo schermo tv, punto a punto tra Inghilterra e Francia nel tempio del rugby di Twickenham decisa ai supplementari con la regola thriller “vince chi segna prima”: mete da urlo, piazzati decisivi sul palo, colpi di maglio e “toccate” col fioretto. Guarda un po’ che cosa è sbocciato dalla desolazione della pandemìa che ha cancellato gli epici tour europei delle potenze dell’emisfero sud, costringendo World Rugby a inventarsi la Autumn Nations Cup a porte chiuse per salvare qualche doblone dai diritti televisivi.

Francia-Inghilterra: gli highlights

Già il rugby senza fedeli allo stadio è un triste ossimoro: quelle tribune silenti e senza birre non si possono proprio vedere. Poi c’è stata la rivolta dei club nei campionati che pesano (Inghilterra e Francia) perché i giocatori “internazionali” sarebbero stati impegnati 6 turni invece di 4 (c’erano anche i recuperi del Sei Nazioni). Poi inviti il Giappone, ma quello se ne resta a casa. Lo sostituisci con le Fiji e si ammalano in 29 nel gruppo, al punto che di 4 match ne disputano solo uno. Beh, appunto alla fine si arriva comunque alla finale, altrimenti che torneo sarebbe. In Italia la trasmette in chiaro Canale 20 Mediaset, gradita novità di questa competizione, affidandola alle voci autorevoli e trascinanti di Gianluca Barca e Paul Griffen, eredi, 37 anni dopo di Claudio Tinari e Fabrizio Gaetaniello, pionieri telecronisti del "Grande Rugby" con cui Canale 5 frantumò il monopolio ovale Rai.

LA FINALE

Da una parte la magna Inghilterra, vicecampione del mondo e titolare del Sei Nazioni. I bianchi per di più giocano in casa, nello stadione alle porte di Londra dove per la prima volta dopo questi mesi terribili sono stati ammessi 2 mila tifosi (su 82 mila posti) pescati tra infermieri e medici in trincea nella lotta contro il Covid. Pochi, ma buonissimi. E s'è pure riascoltato, da quella sparuta rappresentanza, "Swing Low Sweet Chariot" nonostante le polemiche - tra i casi limite del politically correct - sulle origini di quello spiritual che affondano nell'era dello schiavismo americano.

 

 

<blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Swing Low heard during <a href="https://twitter.com/hashtag/AutumnNationsCup?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AutumnNationsCup</a> <a href="https://t.co/YhDbFQhbK5">pic.twitter.com/YhDbFQhbK5</a></p>&mdash; springbokbabyyy (@springbokbabyyy) <a href="https://twitter.com/springbokbabyyy/status/1335594718982512647?ref_src=twsrc%5Etfw">December 6, 2020</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>

 

 

Dall’altra parte c’è quello che resta della Francia che in febbraio aveva battuto a Parigi proprio gli inglesi 24-17: ovvero niente, nemmeno uno di quei bleus veterani risultava disponibile per il ct Fabien Galthie che già la settimana scorsa contro l’Italia era stato costretto a ricorrere a terze scelte perché i club del potente Top 14 hanno concesso solo 3 match ai loro assi.

Autumn Nations Cup, l'Inghilterra vince ai supplementari la competizione che (forse) non vedremo mai più

Al ct non è che siano restati giocatori scarsi, ci mancherebbe, perché ci sono 9 campioni del mondo under 20: sempre di rugby francese si parla. Ma è anche vero che in un gioco di squadra come il rugby l’esperienza conta tantissimo. E allora il solo inglese Ben Youngs vanta 103 caps (presenze) mentre i 15 titolari francesi ieri tutti insieme facevano 68, di cui 30 dell’estremo Dulin, da due anni fuori dal gruppo della nazionale.

Che cuore, che coraggio, però, da questi galletti al quasi debutto: sfrontati come possono essere solo i ventenni allegri,  hanno inchiodato la corazzata inglese sul bagnasciuga per tutta la partita e sono sempre restati davanti grazie alla geniale meta di Dulin. Stavano per trionfare, mancava un minuto, anzi meno: all’80’ hanno subìto il pareggio, 19-19. Meta ineccepibile, quella del pack in maglia bianca, ma gli arcifavoriti inglesi e il ct Eddie Jones, granitici nel proporre quello sterile tennis-rugby tutto basato sui calci lungolinea, devono pure ringraziare l'arbitro irlandese Andrew Brace per quei penalty loro concessi in maniera che a molti è parsa generosa. Ai francesi, direte? Non solo, anche a Owen Slot, la prima firma del Times che ha titolato: "Referee bails out England in the nick of time" ovvero "L'arbitro salva l'Inghilterra al momento giusto”. Persino più pudìca l'Equipe: "Quelle decisioni dell'arbitro che fanno discutere". 

I SUPPLEMENTARI

E siamo, esausti ma felici, increduli di tanta bellezza, ai supplementari: una rarità nel rugby. Vince il primo che marca (si dovrebbe dire Sudden death, ma non ci pare il caso di questi tempi). Altri 15’ minuti di battaglia ad altissima tensione in cui l’inglese Owen Farrell ha anche centrato l'interno di un palo con la palla che ha attraversato tutto lo specchio della porta prima di svirgolare fuori: un secondo che è sembrato lungo come un giorno senza pane. Che disdetta per lui, sempre così preciso mentre ieri ha ciccato 4 calci su 9. Ecco, il nono l'ha messo infine dentro: 22-19.

La Coppa d'Autunno agli inglesi, gli applausi ai francesi e a questo rugby che ha bucato la cupezza dei tempi.

Una partita che ridà pure un po’ di credito agli azzurri che contro queste “terze scelte” francesi qualcosa hanno fatto vedere. Ma questa è un’altra storia.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA