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Sergio Perez raddoppia: nel 2023 correrà anche nell’E1 Series, il campionato mondiale di motonautica per barche elettriche

Lunedì 1 Agosto 2022 di Sergio Troise
Il motoscafo elettrico con le insegne della squadra di Sergio Perez

Il pilota messicano della RedBull Sergio Perez entrerà a far parte della squadra E1 per la prima stagione del Campionato Mondiale di motonautica dedicato a imbarcazioni a propulsione elettrica, in programma nel 2023. Il suo team rappresenterà il Messico e gareggerà con i colori del Paese natale.

Denominato E1-UIM, il campionato, com’è noto, si svolgerà con la formula del monomarca, in quanto tutti i 12 team ammessi (obbligati a schierare un pilota maschio e una donna) gareggeranno a bordo dell’E1 Bird, l’avveniristica imbarcazione in carbonio di 7 metri progettata dalla Victory Design di Brunello Acampora e dalla SeaBird Technologies di Sophi Horne: un bolide motorizzato con un fuoribordo elettrico fornito da Mercury Racing, con una batteria Kreisel da 150 kW.

L’approdo di Perez nell’ecomondiale di motonautica si spiega con i buoni rapporti tra il pilota messicano e Alejandro Agag, l’”inventore” della Formula E stradale oggi anche a capo della società che sta allestendo l’E1 Series in accordo con la UIM (Union Internationale Motonautique). Nel 2010, infatti, Agag è stato team principal e proprietario del Barwa Addax Team, la squadra per cui Checo (è questo il soprannome con cui il pilota messicano è conosciuto nell’ambiente delle corse) ha gareggiato da giovane, conquistando il titolo di vicecampione del mondo.

“Sono veramente emozionato all’idea di diventare uno dei nuovi team owner di E1 e di avere una squadra che rappresenterà il Messico nel prossimo Mondiale E1–UIM” ha dichiarato Perez. E ha poi aggiunto: “Data la mia relazione con Alejandro Agag ho sempre seguito con attenzione quello che stava facendo nei diversi campionati e penso sia davvero ammirevole la sua attenta promozione di nuove forme di mobilità sostenibile attraverso lo sport. Vedere poi un team portare la bandiera messicana su un palcoscenico internazionale è un’emozione indescrivibile. Ho sentito solo commenti positivi sia sulla barca sia sull’incredibile evento sportivo che E1 sta preparando e sono sicuro che questa sarà una grande sfida nella mia carriera, oltre che un’esperienza che mi darà modo di imparare molto. Non vedo l’ora di iniziare e anche di dare una mano per far crescere il numero dei fan in Messico e in tutto il mondo”.

Alejandro Agag, da parte sua, ha commentato: “Io e Checo siamo rimasti molto amici da quando abbiamo lavorato insieme nella GP2. Mi piace pensare al nostro legame come a un cerchio perfetto, iniziato con me che lo sceglievo come pilota e terminato con lui che ora entra in E1 con un suo team. Non solo è un pilota di talento - ha aggiunto il manager spagnolo - ma è anche intelligente e ha tutte le caratteristiche necessarie per diventare un team owner di successo. Sono felice di dargli il benvenuto nella famiglia E1 e sono ansioso di vedere come si svilupperanno i piani del Team Mexico”.

Dopo il veneziano Venice Racing Team, il team Mexico è dunque il secondo iscritto dei 12 che verranno ammessi al Campionato Mondiale E1–UIM che prenderà il via il prossimo anno. Dell’”arruolamento” dei team e delle candidature di Paesi con città di mare (o anche di lago) interessate ad ospitare una prova del Mondiale in programma nel 2023 si sta occupando Rodi Basso, che della E1 Series (finanziata dal fondo sovrano saudita PIF) è l’amministratore delegato.

“Attualmente stiamo trattando con altri potenziali team owner che vorrebbero entrare a far parte dell’E1 Series – dice Basso -. Il nostro scopo è creare una rosa di team e piloti il più possibile entusiasmante e competitiva. Dal momento che avremo un team in griglia affiliato al Messico, esploreremo anche la possibilità di portare un evento E1 in quel paese nel prossimo futuro”.

I team e i piloti che prenderanno parte al campionato – vale la pena ricordarlo - metteranno alla prova le loro capacità ai comandi della futuristica RaceBird, barca da corsa alimentata al 100% da energia elettrica che utilizza la tecnologia hydrofoil, in grado di sollevare l’imbarcazione dalla superficie dell’acqua. Nel farlo, si riduce la superficie dello scafo a contatto dell’acqua e diminuisce quindi la resistenza aerodinamica, massimizzando al contrario l’efficienza energetica. Pare che nei test effettuati con la collaborazione dell’ex campione di motonautica Luca Ferrari si siano raggiunte velocità tra i 45 e i 50 nodi.

Ma al di là delle prestazioni in corsa, grazie all’utilizzo combinato di foil e di sistemi di propulsione elettrici, il Mondiale E1–UIM si propone di diventare un banco di prova per soluzioni marine sostenibili che possano essere utilizzate in futuro a bordo di imbarcazioni da diporto. In questa prospettiva il progetto prevede che i team gareggino su imbarcazioni identiche nelle prime due stagioni del campionato, per poi progettare e sviluppare tecnologie elettriche proprie, in grado di misurarsi tra loro, come avviene oggi nella Formula E stradale.

Il sogno di Agag e Basso è coinvolgere cantieri e operatori della nautica interessati allo sviluppo della tecnologia elettrica applicata al mare, esattamente com’è avvenuto per il settore dell’automotive, dove sono scesi in campo, nel Mondiale di Formula E, autentici colossi del settore come Audi, BMW, DS, Jaguar, Mercedes, Mahindra, Nissan, Porsche. Vedremo quali saranno gli sviluppi. Intanto è certo che ai saloni nautici in programma a settembre, prima a Cannes, poi a Genova e a Montecarlo, l’ibrido e l’elettrico saranno tra i sicuri protagonisti.

Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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