Come si esce da quarantena e isolamento? Dai tamponi antigenici all'auto-sorveglianza, le regole

Non sempre è semplice ricomporre il variegato puzzle di norme anti-Covid messe in campo dal Governo

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Alessandro Strabioli
Come si esce da quarantena e isolamento? Dai tamponi antigenici all'auto-sorveglianza, le regole

Dalla quarantena all'auto-sorveglianza, passando per l'isolamento e la definizione di contatto con un positivo al Covid, sono molte le regole (e le variabili) con le quali oramai tutti noi dobbiamo confrontarci. Omicron corre veloce e l'aumento dei contagi si ripercuote inesorabilmente sulla vita sociale, economica e sanitaria del nostro Paese. Anche per chi è vaccinato, non sempre è semplice ricomporre il variegato puzzle di norme che il Governo ha messo in campo per cercare di contenere l'andamento della pandemia. Per questo, le nuove regole sulla quarantena contenute nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 29 dicembre scorso, rispondono a una serie di interrogativi: come si esce da quarantena e isolamento? Quali regole e differenze? Cosa s'intente per contatto stretto o a basso rischio?

 

 

Quarantena e isolamento, le regole

Nel decreto è previsto che, in caso di contatto stretto con un soggetto confermato positivo al virus, la quarantena preventiva non è obbligatoria per le persone che hanno completato il ciclo vaccinale “primario” (senza richiamo) da 120 giorni o meno. Stesso discorso vale per chi è guarito da 120 giorni o meno e per coloro che hanno ricevuto dose booster del vaccino. Per tutti questi casi, infatti, è prevista l'auto-sorveglianza, con obbligo di indossare le mascherine Ffp2 fino al decimo giorno successivo all'ultima esposizione al soggetto positivo (quindi l’undicesimo giorno dall’ultimo contatto). È prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto.

Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere alla Asl il referto negativo, anche con modalità elettroniche, per determinare la cessazione del periodo di auto-sorveglianza. Ai contatti stretti provvisti di un green pass rafforzato valido, se asintomatici, si applica una quarantena con una durata di 5 giorni con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al quinto giorno. Per i soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni, continua a vigere la quarantena di 10 giorni dall’ultime esposizione, con obbligo di un test molecolare o antigenico negativo al decimo giorno.

 


Ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, l’isolamento è ridotto a 7 giorni purché siano sempre stati asintomatici o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di tale periodo, risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. In tutti i casi descritti, per la cessazione della quarantena è necessario l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare.


Che differenza c'è tra quarantena, sorveglianza e isolamento?

La quarantena è prevista per una persona (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso di Covid, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. L’isolamento consiste, invece, nel separare quanto più possibile le persone positvie da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità. La sorveglianza attiva, infine, è una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

Contatto stretto o ad alto rischio

Sul sito del ministero della Salute, sono riportati dettagliatamente i casi di contatti considerati "stretti" o "ad alto rischio". È un contatto stretto, ovviamente, chi vive nella stessa casa di un positivo, chi ha un contatto fisico diretto - come una stretta di mano - con una persona contagiata, chi si è trovata in un ambiente chiuso  (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un soggetto infetto. Ancora, è considerato contatto ad alto rischio l'operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un malato di Covid, o chi, in treno o aereo, non rispetta le distanze di sicurezza o si trova vicino a persone sprovviste di dispositivi di protezione. Ovviamente, gli operatori sanitari, sulla base di valutazioni individuali del rischio, possono ritenere che alcune persone, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto, abbiano avuto un'esposizione ad alto rischio.


Contatto a basso rischio

Per contatto a basso rischio si intende, ad esempio, una persona che ha avuto un contatto diretto con positivo ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti. Oppure chi si è trovata in un ambiente chiuso o che ha viaggiato con un soggetto infetto per meno di 15 minuti. Ancora, è considerato contatto a basso rischio coloro che forniscono assistenza diretta ad una persona positiva, oppure tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso Covid. 

Alessandro Strabioli

 

 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 00:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA