Una spedizione italiana in Egitto trova necropoli con 35 mummie

Mercoledì 24 Aprile 2019
LA SCOPERTA
Se la Valle dei Re di Luxor ha fatto sognare generazioni di aspiranti Indiana Jones, la valle dei Carovanieri di Assuan non sarà da meno. A dare un assaggio delle centinaia di tombe che attendono ancora di essere scoperte in questo fazzoletto d'Egitto, all'ombra del mausoleo dell'Aga Khan, è la tomba di famiglia di un capo carovaniere chiamato Tjt, che dopo secoli di oblio è riemersa con un tesoretto in parte sfuggito ai predoni dell'antichità: 35 mummie, sarcofagi, anfore, vasi e materiali per maschere funerarie. A riportarlo alla luce è stata la missione italo-egiziana Eimawa 2019, coordinata dall'Università degli Studi di Milano e dal Ministero delle Antichità egiziano.
«È stata una sorpresa straordinaria, che abbiamo fatto scavando in un posto bellissimo sulla riva occidentale di Assuan», racconta Patrizia Piacentini, la docente che ha diretto lo scavo insieme ad Abdelmanaem Said del Ministero delle Antichità egiziano. «Ci avevano interpellati perché da un primo sondaggio del terreno sembrava ci fossero delle tombe, in quest'area un tempo crocevia dei percorsi carovanieri. Così abbiamo fatto una ricognizione di superficie e con l'aiuto di ingegneri e topografi siamo riusciti a mappare un'immensa necropoli di oltre 300 tombe, tutte sconosciute, che ci impegneranno per molti anni di studio».
Così, facendosi guidare dal suo fiuto di archeologa, Piacentini si è concentrata su una zona che appariva intonsa, vicino al perimetro di altre tombe: «ho visto che c'era un lieve avvallamento del terreno e ho subito pensato che ci fosse una tomba».
UNA PORTA NELLA ROCCIA
È bastato un giorno di scavi per far riemergere il suo bordo settentrionale e la scalinata che porta all'ingresso scavato nella roccia. «Abbiamo trovato vasi e anfore con offerte ai defunti e una stanza funeraria laterale con quattro mummie. È stato un momento davvero emozionante - osserva l'archeologa - perché quando abbiamo visto una mummia di un metro e mezzo con sopra un'altra più piccola, abbiamo subito intuito che erano una madre con il suo bambino, ancora coperti da una sorta di maschera funeraria fatta con papiro». Continuando lo scavo, i ricercatori sono poi entrati nella stanza funeraria principale dove ad attenderli c'erano 30 mummie ben conservate, alcune di bambini che erano state depositate in una lunga nicchia laterale. Appoggiata a una parete anche una barella in legno di palma e strisce di lino, usata per depositare le mummie nella tomba. A corredo, vasi con bitume per la mummificazione e una statuetta in legno dell'uccello Ba che rappresenta lo spirito del defunto. «Era probabilmente la tomba di una famiglia medio-alta, in uso dal periodo tardo-faraonico (VI secolo a.C.) al periodo romano (IV secolo d.C.)» concluso Piacentini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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