«Uccise Anastasia per un delirio di gelosia»

Giovedì 15 Marzo 2018
«Uccise Anastasia per un delirio di gelosia»

TRIBUNALE
VENEZIA Ha ucciso Anastasia Shakurova per punirla di averlo rifiutato, di non aver voluto costruire una relazione sentimentale assieme a lui. Secondo lo psichiatra Gianfranco Rivellini è questo il motivo alla base del duplice delitto avvenuto il 17 giugno dello scorso anno quando Stefano Perale invitò a cena nella sua abitazione di Chirignago la ragazza, assieme al suo fidanzato, Biagio Buonomo, e li ammazzò entrambi dopo averli narcotizzati e dopo aver infierito sul corpo della trentenne, riprendendo il tutto in un video.
VOLEVA DOMINARLA
La perizia psichiatrica, nella quale Perale viene dichiarato capace di intendere e di volere, e dunque imputabile, è stata discussa ieri di fronte al gip Marta Paccagnella: nelle prossima settimane, spetterà al pm Giorgio Gava il compito di tirare le fila dell'inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio del quarantanovenne docente di inglese. «Volevo essere io a dominare Anastasia. Mi sentivo da più di due anni preso in giro da una persona che sapeva quanto io la amassi e tenessi a lei», ha raccontato Perale, riferendo delle difficoltà che fin da ragazzo aveva avuto con le donne e della conseguente frustrazione del desiderio di potersi realizzare pienamente costruendo una famiglia. Anastasia l'aveva conosciuta ad un corso di inglese e avevano iniziato a frequentarsi, uscendo a cena e facendo viaggi assieme. All'epoca lei era sposata (si separò nel 2016) la distanza imposta al professore fu giustificata con la presenza di un marito. Nel 2015 Perale acquistò la casa di Chirignago sognando di potersi trasferire assieme con lei, ma la ragazza rifiutò una relazione, seppure continuando a frequentarlo, come amici. In un primo momento, di fronte ai rifiuti di Anastasia, il professore progettò di togliersi la vita. Poi, dal gennaio del 2017 ha iniziato a pensare ad un modo per «portarla a casa mia e punirla». Per mesi Perale «fantastica di dominare Anastasia, un dominio sessuale su di lei che non doveva opporre resistenza... un dominio, la sua vendetta, a ristoro della solitudine e dei rifiuti di tutte le donne...». Nella perizia si parla di «delirio di gelosia», ma anche di un possibile trauma infantile alla base dei comportamenti neurotici di Perale, ipotesi sulla quale si è trovato d'accordo anche il consulente della Procura, Ivan Galliani.
LA CONTROPARTE
Completamente in disaccordo con le conclusioni della perizia il dottor Marco Stefanutti, consulente nominato dalla difesa (dagli avvocati Matteo Lazzaro e Nicoletta Bortoluzzi. Nelle controdeduzioni depositate ieri, lo psichiatra sostiene che Perale era incapace al momento del duplice delitto: a suo avviso il professore era entrato da mesi in «una privata e nascosta spirale delirante» che gli ha fatto perdere i contatti con la realtà. Una «sicura infermità di mente», scrive il dottor Stefanutti, dovuta ad un «patologico turbamento della regolazione degli affetti, di natura psicotica». Secondo il consulente della difesa Perale è da considerare pericoloso, anche alla luce della doppia personalità: una pubblica, professorale, controllata, ordinata, fittiziamente serena, ed una privata, nascosta, inconfessabile, perversa, drammaticamente sofferta e preda di incontrollabili pulsioni e irrealistici desideri».
Gianluca Amadori
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