Lo show di Pirovano fa rivivere Mistero buffo per i 20 anni del teatro Fo

Lunedì 13 Gennaio 2020
CAMPONOGARA
Un travolgente Mario Pirovano al teatro Dario Fo di Camponogara. Mattatore per quasi tre ore di spettacolo, ha riempito il piccolo teatro di risate e ricordi con un Mistero Buffo 50 di nuovo allestimento, proposto dall'attore con la Compagnia teatrale Fo Rame per celebrare i cinquant'anni dal debutto dell'opera che, sempre nell'occhio del ciclone, cambiò il teatro italiano.
Impreziosite dalla potente gestualità del Pirovano, in scena una sequenza di giullarate. A sorpresa riproposta anche la Nascita di un giullare - mai più messa in scena da Dario Fo dopo il 1973 - e, in chiusura, l'esilarante Primo miracolo di Gesù bambino. «Non sapevo che avrei fatto l'attore spiega Pirovano -, consideravo il teatro noioso. Avevo 33 anni, era l'83, incontrai Fo e Rame in scena a Londra, dove vivevo. Rividi Mistero Buffo tutte le sere per un mese, il teatro era divertimento e cultura, così iniziò tutta la mia avventura».
L'occasione per Camponogara è stata quella di un altro importante anniversario, quello dei 20 anni dalla nascita del teatro comunale intitolato proprio a Dario Fo che, con Franca Rame, lo inaugurò nel febbraio del 99. «Il nostro ha sottolineato Vania Trolese, assessore alla Cultura- è l'unico teatro in Italia e nel mondo ad essere dedicato a Dario Fo, questa singolarità ci sprona ancor di più a valorizzare questo luogo di cultura e mantenerlo vivo». Idea condivisa da Pirovano che, salutando il pubblico, ha annunciato: «Sia io che la Compagnia Fo Rame, ora diretta da Jacopo e Mattea Fo, vi diamo la nostra disponibilità per proseguire questo legame unico, portando qui altri nostri spettacoli e aiutando gli attori locali a mettere in scena le opere di Fo e Rame».
A ricordare la nascita del teatro l'allora sindaco, Walter Mescalchin, che ha anche chiesto all'attuale sindaco Antonio Fusato di ripristinare all'ingresso l'intitolazione a Fo: «C'è voluto coraggio per fare quest'opera. Siamo stati due volte controcorrente: erano tempi in cui i teatri chiudevano, siamo stati criticati ma oggi sappiamo che è stata una scelta importante come quella di intitolarlo a Dario Fo. L'allora assessore alla Cultura, l'insegnante Caterina Vendramin - scomparsa alcuni anni fa - mi disse: il grado di civiltà di una comunità dipende anche dal suo livello culturale. Aveva ragione e oltre al valore culturale ha anche permesso di recuperare un edificio testimonianza del vecchio centro storico del paese, ormai scomparso».
Gaia Bortolussi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA