IL PROGETTO
È e sarà un museo sommerso. Affascinante e soprattutto

Venerdì 26 Novembre 2021

IL PROGETTO
È e sarà un museo sommerso. Affascinante e soprattutto ricco di testimonianze. A sei chilometri dalla costa di Grado e a 19 metri di profondità giace oggi uno dei più stupefacenti siti archeologici d'Italia. Qui, tra le braccia di Poseidone, si trovano ancora i resti di anfore greco-italiche affondate assieme alla nave romana che li trasportava. Stando ai pochi esemplari integri e frammentari recuperati, questi contenitori apparterrebbero a una tipologia utilizzata per trasportare il vino. Si tratterebbe del carico di anfore più antico dell'Adriatico centro settentrionale, risalente al III secolo avanti Cristo, reperti talmente antichi da precedere addirittura la fondazione di Aquileia (che sarebbe avvenuta un secolo più tardi, nel 181 a.C.). Questo patrimonio inestimabile è preservato e mantenuto ancora oggi sul fondale del mare ed è stato denominato dagli studiosi come relitto Grado2 per distinguerlo da un altro analogo rinvenimento fatto nel 1986 sempre in quell'area.
IL CARICO
Le anfore si presume fossero trasportate da una nave romana, e sebbene non sia certo da dove questa imbarcazione provenisse, ciò che è noto è che simili vasi fossero di uso comune nei grandi empori etruschi sul delta del Po, come Adria e Spina. Secondo gli studiosi, la presenza di questa nave potrebbe essere un altro segnale dell'avanzata di Roma verso est (che già aveva fondato le colonie di Rimini nel 268 a.C. e Brindisi nel 244 a.C.). Insomma, un sito subacqueo di straordinario valore: un parco archeologico visitabile già ora con pinne, muta e maschera da squadre di turisti provetti sommozzatori, ma anche per tutti gli altri grazie ad un progetto di realtà aumentata che sarà fruibile a Caorle nel Museo nazionale di Archeologia del Mare e, successivamente a Grado quando sarà terminato il Museo nazionale di Archeologia Subacquea dell'Alto Adriatico atteso da ben 29 anni e che si spera possa vedere la luce entro i prossimi due anni e mezzo grazie ad una nuova convenzione annunciata nelle scorse settimane tra Comune di Grado e Ministero della Cultura.
LA STORIA
Il relitto sepolto da pochi centimetri di fondale sabbioso fu scoperto nel 1999; dal 2019 fa parte di uno dei tre interventi-pilota del progetto UnderwaterMuse Interreg Italia Croazia 2014-2020 finanziato nell'ambito del Programma di Cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia, con capofila l'Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac), in partnership con l'Università di Venezia Ca' Foscari, la Regione Puglia, l'Agenzia ReraSpalato e il Comune croato di Katela. «È stato messo in luce in tutta la sua estensione uno dei giacimenti più antichi dell'Adriatico centro settentrionale» - ha spiegato Rita Auriemma, coordinatrice scientifica del progetto UnderwaterMuse, archeologa dell'Università del Salento, intervenuta ieri ad Aquileia in un convegno di due giorni in cui si è dato conto dei risultati raggiunti e dei prossimi obiettivi. Nello specifico, sono state rimosse le otto griglie protettive già posizionate tra il 2012 e il 2015 nel corso di due campagne della Soprintendenza con ricercatori dell'Università di Udine coordinati da Massimo Capulli, del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale. «Il valore aggiunto di quest'operazione è consentire la visita e la conoscenza di questo giacimento archeologico - ha aggiunto Auriemma - Le griglie metalliche hanno il duplice scopo di proteggerlo e di renderlo accessibile ai subacquei tramite visite guidate. Il prossimo passaggio sarà l'avvio di buone prassi per la valorizzazione del sito».
«Grazie al progetto UnderwaterMuse il relitto Grado2 sarà fruibile sia tramite visite subacquee sia in modalità realtà virtuale aumentata» ha annunciato Anna Del Bianco, direttore generale di Erpac - Il complesso intervento di sistemazione del sito e la realizzazione di innovativi strumenti di fruizione virtuale sono un esempio di valorizzazione culturale e turistica di un sito archeologico».
IL FUTURO
La progettazione transfrontaliera si concluderà a fine giugno 2022. Per allora si ipotizza potranno essere definiti i protocolli e le convenzioni con cui Soprintendenza ed Erpac affideranno a Diving center, a circoli subacquei o altre realtà regionali, la gestione delle visite al museo sommerso che diventerà così il primo relitto in Italia visitabile in completa sicurezza. «Il sito ora è accessibile ai subacquei che hanno le conoscenze adatte per immergersi ha aggiunto Simonetta Bonomi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio FVG - Grado2 non sarà solo questo ma anche digitale approfittando di un progetto di realtà aumentata che consentirà una visita tridimensionale virtuale al sito sott'acqua».
L'ALTRO OBIETTIVO
L'atteso Museo di Grado fu ipotizzato per conservare e rendere fruibile Grado1, ovvero il primo relitto ritrovato di una nave romana nota come Julia Felix scoperta nel 1986 e recuperata nel 1999, risalente all'inizio del II secolo dopo Cristo e quindi più recente di Grado2. In questa prima occasione il relitto fu completamente recuperato dal fondo del mare, furono tratti dall'acqua lo scafo, oltre cinquecento anfore, e quanto rimaneva del carico mercantile, tra cui un botte con all'interno frammenti di vetro che probabilmente erano destinati ad Aquileia per essere nuovamente fusi. La nave trasportava anche un carico di alimenti (pesce in salamoia) e anfore provenienti da diverse regioni del Mediterraneo. Sul collo dei contenitori vennero rinvenute iscrizioni dipinte che indicavano la salsa garum, il sugo di interiora di pesce salato che gli antichi Romani aggiungevano come condimento a molti primi e secondi piatti. Nel relitto vennero ritrovate anche due teste bronzee di Poseidone e di Minerva.
Valentina Silvestrini
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