«L'Islam è contro ogni forma d'odio e chi usa violenza è solo un animale»

Venerdì 6 Dicembre 2019
LA COMUNITA' ISLAMICA
TREVISO «La religione islamica è contraria a qualsiasi forma di violenza e di odio. Ancora di più nei confronti delle donne: prima di morire, il Profeta si è raccomandato di trattarle sempre bene. È questa la massima da seguire. Vuol dire anche non imporre loro comportamenti o modi di vestire. Una persona che picchia una donna non è più un essere umano, ma diventa un animale». Tanji Bouchaib, riferimento della federazione regionale islamica del Veneto, usa toni a dir poco netti pur non entrando nei dettagli del caso di Florian Saraci, il 32enne di Villorba, originario dell'Albania, espulso dall'Italia perché considerato un pericolo per la sicurezza dopo aver iniziato un percorso di radicalizzazione islamica nell'ambito di alcune associazioni di stranieri attive in particolare nella provincia di Venezia.
IL MONITO
Il giovane aveva totalmente cambiato registro un paio di anni fa, nel 2017. Si era fatto crescere una folta barba, cercava di evitare i contatti con le donne sul lavoro e costringeva la moglie a frequentare la moschea e soprattutto a indossare solamente gli abiti che lui riteneva adeguati sotto il profilo religioso. Lo scorso febbraio era stato condannato a un anno per atti persecutori proprio nei confronti della moglie. Davanti a tutto ciò, Tanji Bouchaib ci tiene a sottolineare in ogni modo che l'Islam non c'entra niente con la violenza. «Siamo contrari a qualsiasi radicalizzazione. La nostra fede è pulita, parla di pace, di convivenza e di rispetto degli altri. L'obiettivo è creare ponti, non muri. Chi dice altro non può in alcun modo far riferimento a questa religione mette in chiaro il rappresentante della federazione islamica regionale oggi come oggi, poi, è indispensabile sottolineare che la violenza contro le donne è inaccettabile».
I DUE PAESI
«Come si fa a picchiare una donna di giorno e magari poi a prenderla in braccio di notte? Impossibile. E non è previsto alcun obbligo nemmeno in merito agli abiti da indossare - conclude Tanji -. Siamo tutti maturi e vaccinati: ci sono libere scelte, non obblighi. Nessuna religione può essere imposta con la forza. Deve essere sentita nel cuore». L'espulsione del 32enne albanese dalla Marca ha lasciato tutti senza parole anche a Villorba, dove viveva, e a Spresiano, dove lavorava la moglie. «Bene che sia stato espulso se teneva questi comportamenti tirano le fila dai due paesi bisogna sempre prestare la massima attenzione perché spesso i processi di radicalizzazione islamica riguardano persone apparentemente insospettabili».
M.Fav
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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