IL NODO
TREVISO Le strutture sanitarie e sociali della Marca devono fare a meno

Martedì 12 Ottobre 2021

IL NODO
TREVISO Le strutture sanitarie e sociali della Marca devono fare a meno di 312 professionisti No-Vax. Compresi una trentina di medici. Tanti sono gli operatori della sanità sospesi, con relativo taglio dello stipendio, perché nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il Covid, senza un valido motivo. Ma il vero spauracchio ora si chiama Green Pass: da venerdì gli ospedali trevigiani potrebbero dover fare i conti con l'improvvisa assenza di oltre 211 professionisti. Una voragine. «Il timore c'è spiega Stefano Formentini, direttore sanitario dell'Usl della Marca ma stiamo lavorando per fare in modo che in ogni caso non ci siano ripercussioni negative sui servizi».
L'ALLARME
I sindacati, però, lanciano l'allarme: «Manca un piano di riorganizzazione avverte Marta Casarin della Fp Cgil chiediamo che le norme vengano applicate così come sono scritte e restiamo in attesa di un programma per evitare che i carichi di lavoro ricadano sul personale che resta in servizio». Andiamo con ordine. Fino ad oggi sono stati sospesi 312 operatori della sanità: 61 sono dipendenti diretti dell'Usl e 251 lavorano nelle case di riposo e negli ambulatori privati della provincia. Su quest'ultimo fronte, in più, oggi partiranno altre 50 diffide per altrettanti infermieri e operatori della rsa della Marca.
L'ULTIMA TRANCHE
Restando ai provvedimenti già firmati, l'ultimo passo è stato compiuto ieri: in seguito alla diffida e all'ultimatum per 120 dipendenti, l'azienda sanitaria ha timbrato la sospensione per 31 di loro che ancora una volta hanno scelto di non vaccinarsi. Compresi 5 medici (sui quattro dottori di base non vaccinati, tra i quali Riccardo Szumski, invece non c'è ancora una decisione). Da domani resteranno a casa. È così che si arriva al totale di 61 dipendenti dell'Usl lasciati temporaneamente a piedi. In questa ultima tornata, il dato più eclatante riguarda paradossalmente proprio il dipartimento di Prevenzione, che conta da solo 8 sospesi perché non vaccinati. «È un dato che fa riflettere dice il direttore sanitario va però considerato che ci sono diverse figure». Scorrendo la lista generale dei sospesi, infatti, oltre ai medici ci sono infermieri, oss, educatori, logopedisti, farmacisti, ostetriche e così via. Questi numeri, comunque, per ora non mettono a repentaglio l'attività dei reparti. L'argomento è stato al centro dell'incontro andato in scena ieri tra la stessa Usl e i sindacati. «Molti dipendenti alla fine hanno scelto di vaccinarsi. I 31 sospesi rappresentano un numero relativamente basso rispetto al totale sottolinea Formentini a parte pochi casi, si tratta di un'unità per reparto o settore». Non un'enormità se si pensa che l'Usl all'inizio aveva contato 524 dipendenti non vaccinati contro il Covid. Poi una parte si è sottoposta all'iniezione e un'altra parte ha inviato certificati medici, alcuni anche provocatori, a detta degli specialisti. Fatto sta che si è arrivati a firmare 61 sospensioni.
LA NUOVA LISTA
Il punto è che non è finita. La commissione ad hoc istituita dall'Usl deve ancora valutare la posizione di 150 dipendenti dell'azienda sanitaria loro volta non ancora vaccinati. E prima della commissione adesso arriverà il Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori, che scatterà dal 15 ottobre. Anche per quelli che lavorano in ospedale. Bisognerà capire se questi dipendenti non vaccinati nel frattempo si sottoporranno almeno ai tamponi periodici per poter ottenere il Green Pass temporaneo. Si sa già che non tutti sono disposti a procedere in questo modo. «Da parte nostra, ci stiamo organizzando per definire il sistema di controlli a campione rivela Formentini solo a chi ha l'esenzione per il vaccino verrà data la possibilità di fare i tamponi. Per gli altri, invece, varranno le regole uguali per tutti i cittadini». Cioè dovranno pagarseli. Ormai è scattato il conto alla rovescia. «L'Usl non ci ha spiegato come intende riorganizzarsi. Ci auguriamo che venga definito un piano al più presto tira le fila Casarin nel frattempo anche le case di riposo sono in difficoltà. Le indicazioni su chi non è vaccinato arrivano a rilento. E dato che ieri è entrate in vigore l'obbligo vaccinale per tutti quelli che entrano nelle rsa, ci sono anche direttori che hanno iniziato a sospendere del personale, assumendosi responsabilità non loro».
Mauro Favaro
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