IL PROCESSO
PORDENONE Diffamò su Facebook l'ex pesista Gianfranco Manconi,

Venerdì 15 Novembre 2019
IL PROCESSO
PORDENONE Diffamò su Facebook l'ex pesista Gianfranco Manconi, trovato morto il 16 febbraio 2016 in Sardegna. Murad Dudaev, 29 anni, di Pordenone, chiamato a difendersi dall'accusa di diffamazione, ieri è stato condannato a sei mesi di reclusione dal giudice Iuri De Biasi (vpo Beatrice Toffolon), che gli ha concesso anche la sospensione condizionale della pena. Alle due parti civile, costituite con l'avvocato Daniela Magaraci, è stato riconosciuto il danno. Sarà quantificato in sede civile. La vicenda riguarda alcuni post lasciati su Facebook dopo la tragica morte di Manconi. La notizia del decesso, senza alcun particolare sulle circostanze, era stata appresa dalla stampa. Manconi aveva 38 anni, era un bodybuilder di fama nazionale e sollevava pesi dalla panca. A Pordenone era conosciuto nell'ambito della pesistica e per essere incappato in due vicende giudiziarie, tra cui un giro di sostanze dopanti che aveva coinvolto lo stesso Dudaev. È con veemenza che il 29enne aveva affidato a Facebook le sue (irripetibili) considerazioni sull'ex amico appena deceduto. A difendere Dudaev c'era avvocato Antonella Brandolisio, che ieri aveva chiesto l'assoluzione.
Era stata la famiglia di Manconi a querelare Dudaev. Sul suo profilo Facebook era comparso l'articolo uscito sul giornale corredato da una serie di commenti offensivi contro la memoria di Manconi. Frasi cattive e piene di rabbia, insulti e parolacce che hanno addolorato i familiari. Gli attriti tra Dudaev e Manconi risalivano al 2011. Dudaev era stato condannato per un giro di sostanze dopanti, tutte a base di ormoni, che arrivavano dall'Ucraina nascoste in colorate scatole di cioccolatini con scritte in cirillico. Dudaev ha sempre negato di aver gestito un traffico di sostanze proibite, sostenendo di essersi limitato ad acquistare farmaci per uso personale da Manconi. Da qui la violenta reazione e gli insulti alla memoria di Manconi.
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