Appello di Mazza e Rossi: surreale pensare di ridurre i posti dei primari

Domenica 7 Febbraio 2021
Appello di Mazza e Rossi: surreale pensare di ridurre i posti dei primari

SANITÀ E TERRITORIO
PORDENONE «Non possiamo non nascondere l'amarezza, come ex dirigenti dell'Azienda sanitaria, nel constatare che le politiche sanitarie messe in atto dalla Regione e applicate dalla Direzione aziendale, si muovono verso un depotenziamento dei servizi sanitari del nostro territorio. A nulla servono gli appelli e i richiami di chi vive in prima linea i problemi organizzativi ospedalieri, a cambiare rotta e a porre in atto azioni adeguate alle esigenze complesse di un sistema sanitario ormai ridotto all'osso, scarnificato dei suoi pilastri fondamentali». Dopo le dichiarazioni del direttore generale Asfo Joseph Polimeni sulle strategie legate alle nomine dei futuri primari ancora vacanti non è solo la politica a intervenire. A prendere posizione anche due ex dirigenti: Francesco Mazza (già primario di Pneumologia e direttore del dipartimento di Medicina e Alberto Rossi, già direttore del dipartimento Tecnico dell'Asfo.
L'INTERVENTO
«Ciò che ha fatto la Direzione dell'Azienda ha del sorprendente: l'emergenza legata alla non sostituzione dei primariati vacanti (ma potremmo parlare della carenza di personale infermieristico e dello stesso apparato tecnico-amministrativo), improvvisamente viene derubricata a un fenomeno naturale che sarà presto risolto. Questo approccio che considera superflui alcuni importanti ruoli primariali ha del surreale. Come se l'ospedale fosse stato occupato, in passato, da medici abusivi che non servivano a niente. Parlando, come si è letto dalle cronache, di alcuni ruoli importanti come poltrone si svilisce l'importante e impegnativa funzione che i primari svolgono, assumendosi quotidianamente enormi responsabilità nei confronti dei pazienti, familiari e personale medico e infermieristico da seguire e far crescere professionalmente e umanamente. Altro che poltrone!. Non vogliamo nascondere il fatto che alcune situazioni interne potessero essere riorganizzate e ottimizzate, ma qui siamo in presenza di un vero e proprio depotenziamento dei servizi, perché ridurre i primariati significa di fatto diminuire se non addirittura chiudere una serie di attività che qualificano l'ospedale nella sua funzione hub. Prendiamo atto di questo indirizzo e rivolgiamo un appello a tutti i nostri colleghi: siate uniti nel difendere la vostra professionalità e il vostro impegno soprattutto in questo difficile momento della pandemia. Dobbiamo essere di stimolo nei confronti dell'attuale e della futura politica locale per difendere quello che è stato costruito con intelligenza e grande sacrificio personale, per poter curare al meglio la nostra comunità. Siamo sempre più convinti - concludono Mazza e Rossi - che questo sia un momento importante per portare il tema della sanità al centro dell'agenda politica locale. La salute dei cittadini non si garantisce con approcci burocratici, studiati a tavolino, soppesando le risorse che si possono risparmiare, ma facendo le cose che servono per rendere l'offerta sanitaria adeguata alle esigenze di una società complessa ed esigente».
Il direttore Polimeni, nei giorni scorsi illustrando i dati sull'andamento nel 2020, aveva annunciato una riduzione di alcuni primariati (ritenuti pleonastici) spiegando che nel 2021 l'Azienda si concentrerà sui concorsi per otto primariati (una quindicina vacanti) mentre per altri si procederà in un secondo tempo.
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